Bignamino per i fenomeni del pd.

Accendo la tv e vedo questi microcefali del centrosinistra (Marino, Rutelli ed altri) farsi intordare dalla Brambilla, da Bechis e da La Russa sui rapporti di Berlusconi con Cosa Nostra. E allora inizio qui un bignamino veloce ad uso dei testadiminchia eletti da noi che si trovano a parlare di Spatuzza e di mafia in TV con quella gente là.

1. Le organizzazioni mafiose hanno sempre – dico sempre – cercato e trovato accordi con il potere politico, sia in Italia che negli Stati Uniti. Per tacere di altri paesi come la Colombia, la Russia, la Bulgaria o il Kossovo. Senza protezioni politiche le organizzazione mafiose come le conosciamo non esisterebbero. Conseguentemente, compito della magistratura non è stabilire SE esistono uomini politici collusi con la mafia, ma QUALI uomini politici lo sono. Negli anni settanta e ottanta chi diceva e scriveva che Lima, Gioia, Ciancimino, i Salvo erano mafiosi veniva descritto come pazzo e visionario, al pari di chi fa oggi la stessa cosa con i nomi dei vertici di Forza Italia siciliana e nazionale. Adesso che ci sono sentenze definitive a dar loro ragione non mi sembra che si chieda loro scusa. Anche perchè molti sono morti ammazzati (per esempio Giuseppe Fava, Peppino Impastato e tanti altri).

2. Spatuzza non è il primo mafioso che fa il nome di Berlusconi come referente politico di Cosa Nostra. Prima di lui un superboss come Cancemi e molti altri hanno fatto analoghe dichiarazioni. Da tali informazioni sono nate indagini svolte dalla Procura di Caltanissetta (pm Tescaroli, trasferito a Roma e nemmeno applicato alla DdA; Boccassini, rispedita a Milano), Firenze (Chelazzi, morto d’infarto) e Palermo (Caselli, rispedito a Torino e sostituito alla procura di Palermo con Grasso, che ha disintegrato il suo pool e che poi gli è stato preferito al vertice della DNA grazie ad una leggina ad hoc poi dichiarata incostituzionale).

3. Se non vi è prova del fatto che Berlusconi e Dell’Utri ordinarono le stragi del 1992 e del 1993, è provato giudizialmente con sentenze passate in giudicato – nel senso che è scritto in modo chiaro nelle motivazioni – che le famiglie mafiose siciliane appoggiarono Forza Italia nelle elezioni del 1994 (e in quelle successive), adottandola come nuovo referente politico dopo il declino ed il “tradimento” della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista. Ed è parimenti provato che le stragi furono concepite da Cosa Nostra al fine di indurre il potere politico a scendere a patti con la cupola.

4. Berlusconi, interrogato nel 2002 a Palazzo Chigi come testimone nel processo Dell’Utri, si avvalse della facoltà di non rispondere (facoltà generosamente concessa dalla Corte) alle domande sul finanziamento delle holding (ventidue? trentasette?) che detennero per lungo tempo la maggioranza della Fininvest negli anni 80-90 e che consentirono il travaso di decine di miliardi di provenienza mai chiarita nelle casse del Biscione. Ed oltre a Spatuzza, ad alludere al Cavaliere come connesso a Cosa Nostra, è in questi tempi Massimo Ciancimino, che va ripetendo come sia ingiusto che ad essere condannato per il riciclaggio del tesoro del padre Vito sia solo lui, quando altri, che “con leggi ad personam lodi od altro” (sue parole testuali a Rainews 24) si sottraggono ai processi, dovrebbero rispondere degli stessi fatti.

5. Non risulta che Berlusconi abbia mai smentito quanto finora emerso nel processo Dell’Utri circa un summit tenutosi negli anni settanta (non ricordo a memoria la data esatta) a Cologno Monzese ed al quale parteciparono il Cavaliere, Marcello Dell’Utri, Stefano Bontate (all’epoca capo della cupola), Mimmo Teresi (vice di Bontate) ed altri uomini d’onore. Vertice nel quale fu deciso di inviare Mangano ad Arcore come “garante” degli interessi dei boss presso la Edilnord (la società immobiliare dell’allora trentenne Cavaliere) e nel quale Berlusconi e Cosa Nostra si misero a disposizione l’uno dell’altra per la tutela degli interessi reciproci: investimenti dei palermitani a Milano e protezione totale per il Cavaliere.

Cinque punti buttati lì a caso, ad esempio; giusto per dar loro l’idea che magari dovrebbero studiare, ogni tanto.

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2 Responses to Bignamino per i fenomeni del pd.

  1. maria ha detto:

    I politici della cosiddetta opposizione, evidentemente non provano le ondate di nausea che ci sommergono vedendo in TV questi infami spettacoli…e i sindacalisti neppure. Andare in TV premia moltissimo!
    Bene il bignamino: le tue fans l’hanno condiviso e lo condivideranno. Abbiamo deciso di studiare, anche se in un modo un po’facilitato dalla tua competenza.

  2. sandro zagatti ha detto:

    competenza che sopravvalutate… mi ci vorrebbe molto più tempo e pazienza per studiare.

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