Una gigantesca class-action.

luglio 16, 2009

Le sentenze Sme e Mondadori che favorirono Silvio Berlusconi e la Fininvest a scapito della Cir di De Benedetti furono comprate. Lo hanno stabilito le sentenze che hanno condannato gli avvocati ed i giudici coinvolti, prosciogliendo rocambolescamente il Cavaliere per intervenuta prescrizione.

Questo lo sanno in molti, ma quasi nessuno ci aveva fino ad ora informato che la Cir, forte di tale sentenza penale, ha convenuto in giudizio la Fininvest e Silvio Berlusconi al fine di ottenere il risarcimento del danno. Infatti la prescrizione estingue il reato (e quindi salva il reo dalla pena detentiva o pecuniaria) ma non il diritto del danneggiato ad essere risarcito.

L’Unità di oggi ci informa che si attende nei prossimi mesi, a conclusione dell’istruttoria, la sentenza del giudice civile sulla suddetta richiesta di risarcimento che i legali dell’Ingegnere hanno quantificato in un miliardo di euro.

Ma è solo De Benedetti il danneggiato dai reati commessi da Berlusconi e per i quali è stato non assolto ma semplicemente non-condannato grazie a prescrizioni o leggi da lui stesso promulgate? No. Lo siamo tutti noi. Per il degrado del sistema informativo, del mercato televisivo e della produzione culturale nazionale che il dominio del Cavaliere sui mezzi di comunicazione ha depresso e mortificato.

E allora sarebbe bello poterlo citare in giudizio per esserne risarciti. Se esistesse in Italia la possibilità della class action (causa civile di gruppo) potremmo coalizzarci tutti per chiedere il risarcimento dei danni morali cagionatici dal dominio mediatico delle imprese di Silvio e dalla conseguente depressione culturale e politica del paese.

Ma non si può: la class action non esiste, e, se mai verrà introdotta, non sarà retroattiva.