Su Veronica e non solo.

Come Montanelli, come Biagi, come Santoro, giù giù fino a Mentana. Come Agnelli, Tronchetti Provera, Crespi e tanti altri. Come Scognamiglio, Follini, qualche leghista a tempi alterni, Fisichella, Casini, Guzzanti e chissà, prima o poi anche Fini. Sono solo alcuni esempi.

La storia recente d’Italia, storia politica, economica, televisiva e giornalistica, ma adesso anche familiar-arcoriana, è popolata da un enorme stuolo di individui che hanno seguito per anni, estasiati e abbagliati il Nuovo Messia Silvio Berlusconi. Rapiti dalle sue straordinarie qualità umane, comunicative, imprenditoriali, politiche, sportive e chi più ne ha più ne metta. Talmente tante che non le si possono elencare. Ma che forse si possono riassumere con un solo concetto, variamente declinato: quattrini, soldi, money, cash, liquidità.

Nel 1974 (sei anni prima che Veronica Lario conoscesse Silvio Berlusconi) una testata giornalistica
milanese diede notizia dell’arresto in casa del Cavaliere del boss mafioso Vittorio Mangano. Una notizia che non destò tanto scandalo, né al momento, né in seguito, perché a Milano e dintorni tutti, ma proprio tutti – amministratori pubblici, imprenditori, magistrati, giù giù fino all’ultimo portiere d’albergo – sapevano e sanno che l’impero del Presidente del Consiglio è frutto di una colossale operazione di riciclaggio degli enormi capitali accumulati da Cosa Nostra con il traffico di stupefacenti su scala continentale. Tutti sanno che la costruzione di Milano 2 è stata possibile grazie ad una gigantesca opera di corruzione degli amministratori lombardi. Tutti sanno che la Fininvest era un centro del malaffare, con specifiche sezioni dedicate a specifiche tipologie di reato (riciclaggio, corruzione, fondi esteri, finanziamento dei partiti, eccetera). Lo sanno tutti, da sempre.

Ma nessuno si è mai indignato o scandalizzato, anzi. Tutti erano concordi nell’elogiare il genio dell’imprenditoria, l’uomo nuovo che scardinava le logiche della vecchia politica (un refrain che sentiamo ripetere ancora oggi, alla noia, come un vecchio nastro dei Ricchi e Poveri). Il denaro, comunque procurato è diventato l’unico misuratore delle persone e Berlusconi il monarca del paese. Ma un paese governato con denaro sporco è un paese marcio.

Ricordo Enzo Biagi fare a Berlusconi interviste in ginocchio, come ora neppure Socci saprebbe fare. Ricordo Indro Montanelli “più grande giornalista italiano di sempre” (Marco Travaglio, sic!) tessere lodi sperticate del “miglior editore possibile”. Tutte frasi che poi abbiamo sentito da mille altri, ivi compreso il ridicolo Enrico Mentana.

Nessuno che si sia indignato per i fiumi di denaro sporco (un po’ ripulito, ma sempre sporco) che finivano nelle loro tasche. Denaro che, anzi, essi contribuivano a ripulire, perché è ovvio che chi è impiegato in azienda dedita al riciclaggio partecipa con il proprio lavoro all’operazione.

Però, ad uno ad uno, in tanti, improvvisamente, hanno scoperto che il grand’uomo era un orco, o peggio. Quando? Quando li ha scartati come ferri vecchi. Finito il flusso cash nelle loro tasche, ecco che si sono accorti del rischio per la democrazia, guardandosi intorno sconvolti perché nessuno si indigna o si ribella al nuovo dittatore. A nessuno di loro era venuto in mente che chi compera le persone le può anche buttare nel gabinetto. A nessuno era venuto in mente che fare del denaro l’unico valore riconoscibile e condiviso avrebbe portato a ciò.

La signora Veronica Lario si iscrive perfettamente nel quadro, per la parte che le compete. Come tutti i suoi concittadini sa benissimo come l’amato marito ha costruito il suo impero economico e si è ben guardata dall’indignarsi. Come tutti noi sa benissimo come governi il paese in totale dispregio delle regole della democrazia. Sa benissimo che opinione ha della Magistratura, del Parlamento, della Costituzione. Lo sanno tutti in Italia e quindi lo sa anche lei. Ma non si è mai indignata.

Non risulta che si sia indignata quando il marito ha fatto emanare una legge che lo rende immune da ogni delitto ivi compreso l’uxoricidio. Ma si stupisce che nessuno si indigni se il marito fa quello che ha sempre fatto: il cascamorto con le ragazze. Quello che fece anche con lei negli anni ottanta, pur essendo sposato con prole.

Non mi sono commosso per Biagi buttato fuori dalla RAI, per Montanelli buttato fuori dal Giornale, per Mentana (ahahah!) scaraventato fuori da quella schifezza di TG5 che aveva creato e poi da Mediaset. Come non do credito ai Casini, Follini, Pera, Fisichella, Fini e compagnia che “prendono le distanze” (o fanno finta di farlo) dopo essersi accompagnati col “mostro” per lustri interi.

Tutta questa gente che si è fatta comperare con denaro sporco non merita nessuna considerazione. E credo che non serva spiegare perché.

Spero vivamente che il ministro Alfano faccia emendare il suo lodo, estendendolo alle cause civili, rendendo così inattuabile la procedura di divorzio contro le quattro alte cariche dello Stato. Le ragioni addotte per la vigente versione penale, infatti, (garantire la “serenità” di chi dirige i massimi uffici pubblici) valgono anche in riferimento alla invasivissime cause civili di separazione. Così anche la signora Lario misurerà gli effetti del dispregio per gli interessi altrui che il suo consorte da sempre manifesta (chiedere a Beppino Englaro per un parere).

Non ho nulla contro le donne che si mantengono con matrimoni fortunati, nulla contro le divorziate di professione. Ma non provo nessuna simpatia per Veronica Lario, fulgido esempio di una vastissima categoria di persone che si sono consapevolmente vendute al denaro sporco di Berlusconi, rinunciando alla propria dignità. L’indignazione di una persona senza dignità – lo dice la parola stessa – nulla vale. E meno ancora vale la sua pretesa di sollevare l’altrui indignazione.

Cara signora Veronica, noi siamo indignati, indignatissimi, con il suo real consorte. Ma non da oggi, da tanti anni.

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5 Responses to Su Veronica e non solo.

  1. Lila ha detto:

    Severissimo, ma hai ragione.

    Il fatto che qualcuno cominci ad aprire gli occhi è sempre positivo, non dimentichiamo che gli italiani sono sempre stati portati ad acclamare il Cesare di turno, l’imperatore, l’uomo forte che li salverà dalla rovina.
    E poi si fanno rincoglionire dagli spettacoli al Colosseo ( oggi dalla TV).

  2. sandrozagatti ha detto:

    Oh, lila, grazie della visita. ormai nessuno degli amici viene più su sentieriepensieri, vampirizzato da facebook. Purtroppo devo scrivere là per essere letto.

  3. Lila ha detto:

    Io preferisco qua, lo sai.

    Finirai per abbandonare il blog?

  4. sandrozagatti ha detto:

    no. però è vero che subisce la concorrenza di fb. Spero che prima o poi si torni all’antico.

  5. maria ha detto:

    Sandro, presupponi che la Signora sia, oltreche sensibile, anche intelligente…non vorrei diminuire la sua intelligenza pragmatica, ma secondo me è solo ben consigliata.
    Quando la nave sta per affondare, anche i topi scappano (a nuoto)…seguono l’istinto, visto che non c’è più niente da sgranocchiare.

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