Cronache da Lobotlandia. 1

Inizia oggi la corrispondenza da Lobotlandia, paese che si accinge ad una competizione elettorale. Il nostro inviato ci racconta del primo dibattito fra candidati a cui ha assistito. Il lettore non capirà granchè, ma col tempo riusciremo a penetrare – forse – i misteri di questo strano paese.

Serata memorabile al Bar Durazzo di Trieste.

Questa sera, al Bar Durazzo, erano numerosissimi gli astanti alla presentazione del non candidato neutro del centrosinistra, ma nessuno aveva previsto l’autentico coup de théatre a cui abbiamo assistito.

Il candidato Neutro Roberts era da poco giunto sul posto e la solerte LaLongo si accingeva a presentarlo al folto pubblico, quando, del tutto inatteso, si è appalesato il candidato Neutro Mantovani, dello schieramento opposto, dichiarando di volersi confrontare a viso aperto con l’avversario. Dopo un iniziale momento di imbarazzo, incoraggiati dai generosi spritz offerti dalla casa, i due candidati hanno dato vita ad un brillante talk show di strada, dando spettacolo sul marciapiede di piazzetta Belvedere antistante l’ormai mitico ritrovo triestino.

Neutro Roberts ha esordito esaltando le qualità del suo schieramento, sottolineandone l’autentica vocazione europea, contrapposta alla torbida ideologia nazional-municipalistica degli avversari. A riprova di ciò ha ricordato che con Neutro Roberts ci si puliscono le mani tutti i maggiori leader europei (in realtà non ha parlato esattamente di mani). Da Blair a Zapatero, dalla Merkel a Sarkozy, da Re Baldovino a Platini, Neutro Roberts occupa le sale da bagno dei principali palazzi della politica del vecchio continente e non solo.

La replica di Neutro Mantovani non si è fatta attendere. Dopo una serie di facili ironie sull’uso che i leader europei fanno di Neutro Roberts, ha rivendicato orgogliosamente la sua genuina italianità, raccontando che l’uso di Neutro Mantovani nella penisola affonda in una tradizione che ha radici nei secoli remoti. Da Casa Savoia a Garibaldi, da Giolitti a Mussolini, da Lippi a Bertolaso, da sempre gli italiani sanno benissimo cosa usare quando si tratta di pulirsi le mani (in realtà non ha parlato esattamente di mani).

Ma Neutro Roberts ha incalzato l’avversario sui temi caldi dell’attualità, sfoderando i dati degli ingenti quantitativi di tensioattivi inviati dal suo schieramento ai terremotati d’Abruzzo. Sprezzante la replica di Neutro Mantovani, che ha riportato la protesta di un sindaco della provincia dell’Aquila il quale, alla vista delle provvigioni di Neutro Roberts, ha dato fiato alla protesta dei suoi concittadini, offesi da una donazione che li descriveva implicitamente come dei lercioni. Ben più efficace, a dire dello stesso Neutro Mantovani, è stato l’intervento della maggioranza, che ha avuto la previdenza, la saggezza e la delicatezza di paracadutare dall’alto beni d’ogni tipo, fra cui duecentomila tubetti di bolle di sapone, al fine di alleviare col simpatico gioco la sofferenza dei terremotatini (ha usato proprio questa parola: terremotatini). Irridente la replica di Neutro Roberts, che, fra gli applausi di approvazione delle mamme presenti, ha ricordato che, se si squassa il tubetto, le bolle di sapone vengono malissimo, e i terremotatini si nevrotizzano ancora di più.

Dopo queste schermaglie retoriche, la discussione è entrata nel vivo, e i due contendenti hanno affrontato il tema caldo della campagna elettorale: la conquista dell’elettorato neutro.

“Io sono più neutro di te!” ha esordito Neutro Mantovani. “Lo dici tu, io sono neutrissimo!” lo ha rimbeccato Neutro Roberts, mentre fra le signore presenti si incrociavano sguardi maliziosamente ironici e scappava pure qualche risolino. Ne è seguito un rincorrersi di rivendicazioni di neutralità: Neutro Roberts ha elencato le tremiladuecentoventisette votazioni parlamentari nella quali si è astenuto nel corso dell’ultima legislatura, aggiungendo che, negli altri otto casi, ha votato solo per disciplina di partito. Fin troppo facile la risposta di Neutro Mantovani: “per essere neutro tu ti devi astenere, io invece sono neutro anche votando, perché la neutralità è nel mio DDA”. (gli ascoltatori più attenti hanno notato la confusione fra acido desossiribonucleico e Direzione Distrettuale Antimafia, e si sono scambiati un allarmato sguardo interrogativo). Ma Neutro Roberts lo ha infilzato con le abili armi della sua dialettica: “il mio partito ha talmente tante componenti che su ogni argomento non prende posizione: abbiamo spinte direzionali a somma zero. Quindi siamo ontologicamente neutri”. Qui Neutro Mantovani ha mostrato una seria esitazione guardandosi intorno spaesato, alla ricerca di qualcuno che gli spiegasse il significato della parola “ontologicamente”. Infine si è tratto d’impaccio così replicando: “non credere che avere un fratello odontotecnico ti dia una superiorità morale che non hai”. Il pubblico si sarebbe aspettato a questo punto la stoccata finale da parte di Neutro Roberts che, invece, ha capitombolato malamente farfugliando che sì, è vero, suo fratello è indagato per esercizio abusivo della professione, ma “ogni cittadino è innocente fino alla condanna definitiva”. Incredulo per l’inaspettato regalo, Neutro Mantovani ha infierito: “la superiorità morale della sinistra non esiste, lo diciamo fin dai tempi di Tangentopoli! Avete le mani sporche! Noi invece siamo l’Italia dalle mani pulite!” Ed ha esibito platealmente al pubblico i palmi aperti. Ma – colpo di scena – una signora seduta in prima fila, cui la mano tesa di Neutro Mantovani aveva sfiorato il viso, ha esclamato: “ma le sue mani profumano di Neutro Roberts!”

Fra il pubblico è esplosa l’indignazione: “Bugiardo! Buffone! Vieni qui a prenderci in giro!” Riavutosi dallo smacco precedente, Neutro Roberts ha ripreso vigore ed ha riconquistato la ribalta: “questa è la prova che la vera Italia siamo noi!” “Balle!” ha reagito stizzito Neutro Mantovani: “alla coop dove faccio spesa ci boicottano, e devo servirmi della concorrenza”. “Raccontalo a qualcun altro!”, ha prontamente risposto Neutro Roberts, estraendo uno scontrino della coop con la prova di acquisto di un busto di Mussolini. “E lei come fa ad averlo?” ha interloquito la LaLongo. “Me lo ha dato mio zio”, ha spiegato Neutro Roberts, lasciando dubbiosa la LaLongo, e probabilmente non solo lei.

A questo punto la LaLongo, inondando il marciapiede di acqua di colonia, ha riportato la quiete nella piazzetta, introducendo le dichiarazioni conclusive dei due non candidati.

Neutro Mantovani ha dichiarato: “Il governo non vi convince? Lavatevene le mani, noi pensiamo al vostro bene. Lasciateci lavorare.”

Neutro Roberts ha concluso: “Di voi non ce ne laviamo le mani. Quindi lavatevele voi per noi.”

La LaLongo ha concluso annunciando i consigli per gli acquisti.

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