E Marcello? Dov’è Marcello?

Guardando le immagini televisive del congresso fondativo del PdL non riuscivo a trovare il senatore Marcello Dell’Utri.

Mi chiedevo: come mai non c’è? Come tutti sanno Dell’Utri è l’uomo che più ha contribuito all’ascesa di Silvio Berlusconi ed all’affermazione di Forza Italia; e quindi del partito che ne è erede.

Come può mancare in un momento così importante?

Poi, quasi per caso, ho trovato la risposta. Venerdì 27 febbraio 2009 il sen. Dell’Utri era a Palermo, innanzi alla sezione della Corte d’Appello presieduta da Claudio Dell’Acqua che lo sta processando per i reati dei quali è stato ritenuto colpevole dalla seconda sezione penale del Tribunale, la quale lo ha condannato, congiuntamente a Gaetano Cinà, a 9 anni di reclusione l’11 dicembre 2004.

E precisamente per i seguenti delitti.

A) del delitto di cui agli artt. 110 e 416 commi 1, 4 e 5 c.p., per avere
concorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata
“Cosa Nostra”, nonché nel perseguimento degli scopi della stessa,
mettendo a disposizione della medesima associazione l’influenza ed il
potere derivanti dalla sua posizione di esponente del mondo finanziario ed
imprenditoriale, nonché dalle relazioni intessute nel corso della sua
attività, partecipando in questo modo al mantenimento, al rafforzamento
ed alla espansione della associazione medesima.

E così ad esempio:

1. partecipando personalmente ad incontri con esponenti anche di vertice
di Cosa Nostra, nel corso dei quali venivano discusse condotte funzionali
agli interessi della organizzazione;

2. intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con l’associazione per
delinquere tramite numerosi esponenti di rilievo di detto sodalizio
criminale, tra i quali Bontate Stefano, Teresi Girolamo, Pullarà Ignazio,
Pullarà Giovanbattista, Mangano Vittorio, Cinà Gaetano, Di Napoli
Giuseppe, Di Napoli Pietro, Ganci Raffaele, Riina Salvatore;

3. provvedendo a ricoverare latitanti appartenenti alla detta
organizzazione;

4. ponendo a disposizione dei suddetti esponenti di Cosa Nostra le
conoscenze acquisite presso il sistema economico italiano e siciliano.
Così rafforzando la potenzialità criminale dell’organizzazione in quanto,
tra l’altro, determinava nei capi di Cosa Nostra ed in altri suoi aderenti la
consapevolezza della responsabilità di esso DELL’UTRI a porre in essere
(in varie forme e modi, anche mediati) condotte volte ad influenzare – a
vantaggio della associazione per delinquere – individui operanti nel
mondo istituzionale, imprenditoriale e finanziario.
Con l’aggravante di cui all’articolo 416 comma quarto c.p., trattandosi di
associazione armata.
Con l’aggravante di cui all’articolo 416 comma quinto c.p., essendo il
numero degli associati superiore a 10.
Reato commesso in Palermo (luogo di costituzione e centro operativo
della associazione per delinquere denominata Cosa Nostra), Milano ed
altre località, da epoca imprecisata sino al 28.9.1982

B) del delitto di cui agli artt. 110 e 416 bis commi 1, 4 e 6 c.p., per avere
concorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata
“Cosa Nostra”, nonché nel perseguimento degli scopi della stessa,
mettendo a disposizione della medesima associazione l’influenza ed il
potere derivanti dalla sua posizione di esponente del mondo finanziario ed
imprenditoriale, nonché dalle relazioni intessute nel corso della sua
attività, partecipando in questo modo al mantenimento, al rafforzamento
ed alla espansione della associazione medesima.

E così ad esempio:

1. partecipando personalmente ad incontri con esponenti anche di vertice
di Cosa Nostra, nel corso dei quali venivano discusse condotte funzionali
agli interessi della organizzazione;

2. intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con l’associazione per
delinquere tramite numerosi esponenti di rilievo di detto sodalizio
criminale, tra i quali, Pullarà Ignazio, Pullarà Giovanbattista, Di Napoli
Giuseppe, Di Napoli Pietro, Ganci Raffaele, Riina Salvatore, Graviano
Giuseppe;

3 . provvedendo a ricoverare latitanti appartenenti alla detta
organizzazione;

4. ponendo a disposizione dei suddetti esponenti di Cosa Nostra le
conoscenze acquisite presso il sistema economico italiano e siciliano.
Così rafforzando la potenzialità criminale dell’organizzazione in quanto,
tra l’altro, determinava nei capi di Cosa Nostra ed in altri suoi aderenti la
consapevolezza della responsabilità di esso DELL’UTRI a porre in essere
(in varie forme e modi, anche mediati) condotte volte ad influenzare – a
vantaggio della associazione per delinquere – individui operanti nel
mondo istituzionale, imprenditoriale e finanziario.

Con le aggravanti di cui ai commi 4 e 6 dell’art. 416 bis c.p., trattandosi di
associazione armata e finalizzata ad assumere il controllo di attività
economiche finanziate, in tutto o in parte, con il prezzo, il prodotto o il
profitto di delitti.
Reato commesso in Palermo (luogo di costituzione e centro operativo
dell’associazione per delinquere denominata Cosa Nostra), Milano ed altre
località, dal 28.9.1982 ad oggi.

Ecco perchè non ha potuto esserci. E io sono un gran distratto perchè sicuramente è scritto su tutti i giornali.

Da http://www.antimafia2000.com

“13 febbraio 2009
Palermo. Per un impedimento dei giudici è stata rinviata al 27 febbraio l’udienza del processo d’appello al senatore Marcello Dell’Utri (Pdl), accusato di concorso in associazione mafiosa.”

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