Otto marzo: tutti a puttane.

“Sposate un miliardario”. E’ questa la direttiva che il presidente del consiglio ha dato alle giovani precarie senza certezza economica per il futuro. Non ha detto “innamoratevi di un miliardario”; ha detto “sposatelo”. Con ciò invocando la natura contrattuale ed economica del vincolo sessuale. Si tratta, evidentemente, dello sdoganamento morale della prostituzione, seppur intesa in senso lato. E da chi poteva venire se non dal principe degli sdoganatori, che ha spalancato la stanza dei bottoni della repubblica democratica fondata sul lavoro a chi l’aveva ferocemente combattuta.

Ma è giusto così: se le parole del premier fotografano un modello culturale già affermato, e consacrato dalle sue televisioni, parte del pensiero progressista ha sempre visto nella prostituzione, laddove non soggetta ad alcuna coercizione, anche solo di carattere “sociale”, una scelta di vita da rispettare.

E allora ricordiamoci che l’otto marzo è la festa di tutte le donne, anche delle prostitute.

Dunque celebriamo la giornata in maniera sensata e non stereotipata: regaliamo il nostro otto marzo alle mignotte.

Invece di regalare quelle schifosissime mimose a qualche vecchia babbiona in carriera.

Invece di offrire il caffè alle vostre colleghe che lavorano un terzo di voi ma guadagnano il doppio perché vent’anni fa fecero un pompino una fellatio al capo.

Invece di fare gli auguri a qualche quotarosista del pd, ammesso che ce ne siano ancora in circolazione.

Invece di sorridere ipocritamente alla vicina di casa che alle riunioni di condominio vi sfascia le palle per il rumore della lavatrice.

Invece di.

Fate una cosa originale e meritevole: andate a puttane. La crisi c’è, e sono sicuro che colpisce anche loro, povere ragazze. Italiane, slave, cinesi, africane, rumene, … quello che sono. Vogliamo biasimarle se preferiscono la vita al lavoro in nero, dodici ore al giorno, per pochi euro, in qualche insalubre scantinato?

E se non vi va di consumare, pagate la quota per un caffè.

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7 Responses to Otto marzo: tutti a puttane.

  1. Lila ha detto:

    Hai ragione, le mimose andrebbero date anche alle puttane, soprattutto a quelle che battono la strada, anche se non credo che lo facciano per scelta, cioè per evitare un qualche insalubre scantinato con lavoro in nero. Quasi sempre sono costrette a farlo, anche se incinte, sono costrette ad abortire, o a dare in adozione il bambino se questo riesce a nascere.
    Per questo non mi sentirei mai di dire: andate a puttane, perchè così si favorisce un mercato.
    Però, sì, hai ragione, meritano le mimose e il nostro rispetto molto di più delle puttane di alto bordo. (quelle magari lo fanno per scelta)
    Un’altra cosa però: non sempre le colleghe lavorano un terzo e sono pagate il doppio. Il più delle volte gli stipendi delle donne sono più bassi e la crisi colpisce prima e di più sempre e comunque le donne.
    Non puoi citare solo il caso di una, o di cento o di mille, e non citare la massa, la moltitudine di donne che sul lavoro vengono ogni giorno discriminate se non addirittura umiliate, perché donne.
    Che si vedono passare davanti gli uomini incompetenti o che quando vanno a fare un colloquio si sentono dire: hai un ottimo curriculum vitae, sei qualificata, ma non è che mi fai un figlio entro i prossimi 5 anni, vero? perchè altrimenti è meglio lasciare stare, ho una lista lunga di altri aspiranti al posto.

  2. sandrozagatti ha detto:

    vabè, non era mica un trattato di sociologia. concedimi una vena provocatoria ogni tanto.

  3. Francesca ha detto:

    Presente!

  4. Lila ha detto:

    Ma certo che te lo concedo!
    Ihih, era solo per precisare …

  5. Francesca ha detto:

    Lila, a me hanno detto (Unità, Padellaro) che non ero una madre vera perchè per un lavoro avrei lasciato a Trieste le figlie adolescenti…

  6. sandrozagatti ha detto:

    Brava Francesca, segno presente.

  7. Francesca ha detto:

    Timbrato anche oggi

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