Otto marzo: tutti a puttane.

marzo 7, 2009

“Sposate un miliardario”. E’ questa la direttiva che il presidente del consiglio ha dato alle giovani precarie senza certezza economica per il futuro. Non ha detto “innamoratevi di un miliardario”; ha detto “sposatelo”. Con ciò invocando la natura contrattuale ed economica del vincolo sessuale. Si tratta, evidentemente, dello sdoganamento morale della prostituzione, seppur intesa in senso lato. E da chi poteva venire se non dal principe degli sdoganatori, che ha spalancato la stanza dei bottoni della repubblica democratica fondata sul lavoro a chi l’aveva ferocemente combattuta.

Ma è giusto così: se le parole del premier fotografano un modello culturale già affermato, e consacrato dalle sue televisioni, parte del pensiero progressista ha sempre visto nella prostituzione, laddove non soggetta ad alcuna coercizione, anche solo di carattere “sociale”, una scelta di vita da rispettare.

E allora ricordiamoci che l’otto marzo è la festa di tutte le donne, anche delle prostitute.

Dunque celebriamo la giornata in maniera sensata e non stereotipata: regaliamo il nostro otto marzo alle mignotte.

Invece di regalare quelle schifosissime mimose a qualche vecchia babbiona in carriera.

Invece di offrire il caffè alle vostre colleghe che lavorano un terzo di voi ma guadagnano il doppio perché vent’anni fa fecero un pompino una fellatio al capo.

Invece di fare gli auguri a qualche quotarosista del pd, ammesso che ce ne siano ancora in circolazione.

Invece di sorridere ipocritamente alla vicina di casa che alle riunioni di condominio vi sfascia le palle per il rumore della lavatrice.

Invece di.

Fate una cosa originale e meritevole: andate a puttane. La crisi c’è, e sono sicuro che colpisce anche loro, povere ragazze. Italiane, slave, cinesi, africane, rumene, … quello che sono. Vogliamo biasimarle se preferiscono la vita al lavoro in nero, dodici ore al giorno, per pochi euro, in qualche insalubre scantinato?

E se non vi va di consumare, pagate la quota per un caffè.