L’emendamento salva manager (ladri).

“Art. 7-bis. – (Applicabilità delle disposizioni penali della legge fallimentare). – Le dichiarazioni dello stato di insolvenza a norma dell’art. 4, comma primo, e dell’art. 3, comma terzo, del presente decreto e dell’art. 3 e dell’art. 82 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, sono equiparate alla dichiarazione di fallimento ai fini dell’applicazione delle disposizioni dei capi I, II e IV del titolo VI della legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni) solo nell’ipotesi in cui intervenga una conversione dell’amministrazione straordinaria in fallimento, in corso o al termine della procedura, ovvero nell’ipotesi di accertata falsità dei documenti posti a base dell’ammissione alla procedura”».

E’ questo l’articolo del Ddl n. 999/2008 di conversione del decreto “Alitalia” (d.l. 134, 28 agosto 2008) che consentirebbe a tutti i manager delle aziende ammesse ai benefici della legge Prodi (e Prodi bis modificata dalla legge Marzano) di evitare qualsiasi conseguenza penale per fatti di bancarotta.

Si tratta di una norma moralmente oscena, palesemente incostituzionale, illogica e contraria ai principi elementari del diritto.

Cosa significa in sostanza?

La legge Prodi stablisce che un’azienda in stato prefallimentare può essere sottratta con decreto ministeriale alla dichiarazione di fallimento ed ammessa ad una procedura alternativa, l’amministrazione straordinaria, che consiste in una sorta di procedura fallimentare addolcita che consente, in particolare, di proseguire l’attività aziendale e di cedere rami d’azienda.

Lo scopo è quello di evitare il blocco di una attività economica in crisi ma in prospettiva risanabile e lucrosa.

Tuttavia, nella sua formulazione attuale, la legge non esime dalle loro responsabilità penali gli amministratori responsabili del dissesto, poichè, per avviare la procedura, è necessaria un’ordinanza (e non una sentenza) del tribunale competente che dichiari lo “stato di insolvenza” dell’azienda. Ordinanza che, ai fini penali, è equivalente alla sentenza di fallimento ed è indispensabile per l’emissione del decreto ministeriale di ammssione alla procedura straordinaria.

Detto in soldoni, la legge Prodi evita la procedura fallimentare (che ha natura essenzialmente civilistica) ma non il processo penale. E non potrebbe essere altrimenti, poichè il governo non può “assolvere per decreto” un bancarottiere.

Con l’articolo 7 bis che ho riportato, l’effetto della procedura investirebbe anche il processo penale, poichè i reati di bancarotta commessi dagli amministratori risulterebbero improcedibili a meno che non sopraggiungesse, successivamente alla nomina del commissario, la sentenza di fallimento.

Si tratta di una porcheria poichè il bancarottiere verrebbe di fatto assolto preventivamente dal governo, ma anche di una assurdità, perchè la perseguibilità del fatto di bancarotta verrebbe a dipendere dagli atti successivi che non dipendono dal reo, nè dall’iniziativa del Pubblico Ministero.

Inutile poi dire che risulta macroscopicamente violato il principio di uguaglianza, perchè verrebbero ad essere distinti i bancarottieri “protetti” dal potere politico da quelli che non lo sono.

Grazie al cielo la Gabanelli se ne è accorta.

Ma siamo sicuri che verrà cancellato? E soprattutto, nell’interesse di chi è stato introdotto? Siamo sicuri che la procedura Alitalia non verrà condizionata dalla sua eliminazione?

Come ho già scritto in passato, la differenza sostanziale fra il piano Prodi e quello Berlusconi su Alitalia sta nel fatto che il 5 settembre il Tribunale di Roma, su richiesta della compagnia stessa, ha pronunziato l’ordinanza che dichiara lo stato di insolvenza e che spalanca le porte al commissariamento, ma anche alle indagini per fatti di bancarotta.

Quindi tutti i manager che si sono succeduti ai vertici di Alitalia sono, in linea di principio, indagabili per bancarotta; ma non solo loro. Infatti i reati di bancarotta possono essere commessi anche successivamente (vengono detti reati postfallimentari), nel corso della procedura e, in particolare, nell’attività del commissario e degli altri manager subentrati a quelli precedenti.

Per chi era pensato l’emendamento salva manager? Per Cimoli? O anche per Fantozzi e per Colaninno?

Annunci

One Response to L’emendamento salva manager (ladri).

  1. maria ha detto:

    Sandro, mi hai fatto capire bene come le cose funzionano e dovrebbero funzionare. Appunto perchè non basta dire:- osceno, incostituzionale e altro-, senza motivare.

    Non ti rispondo quindi nel merito, perchè sono stata travolta da altre oscenità: muore quell’imbecille di Heider ….e si sono scatenati i necrologi afflitti, i riconoscimenti alla genialità e creatività del politico, amico di Galan, di Borghezio, di Illy, di Tondo e di tutti i sindaci e assessori leghisti di Eurodisney. Fondatore dell’Euroregione…ha fatto uscire la Carinzia dal provincialismo…bla, bla, bla.
    Chiariamo: il nostro era ricco di beni ladroneggiati dai nazisti, ha una madre 90enne ancora in vita che si dichiara convintamente nazista, il nostro ha distrutto ambientalmente e degradato le sue proprietà, il nostro contava schiavi, non cittadini, il nostro è stato un imprenditore che si è salvato entrando in politica, il nostro ha speculato e poi lasciato col cerino in mano i carinziani.
    Certo non aveva TV, perchè gli piacevano di più le auto che corrono…tanti vorrebbero fare la sua fine, veloce, senza neanche poter ripensare alla propria vita.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: