L’emendamento salva manager (ladri).

ottobre 9, 2008

“Art. 7-bis. – (Applicabilità delle disposizioni penali della legge fallimentare). – Le dichiarazioni dello stato di insolvenza a norma dell’art. 4, comma primo, e dell’art. 3, comma terzo, del presente decreto e dell’art. 3 e dell’art. 82 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, sono equiparate alla dichiarazione di fallimento ai fini dell’applicazione delle disposizioni dei capi I, II e IV del titolo VI della legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni) solo nell’ipotesi in cui intervenga una conversione dell’amministrazione straordinaria in fallimento, in corso o al termine della procedura, ovvero nell’ipotesi di accertata falsità dei documenti posti a base dell’ammissione alla procedura”».

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Tenete le azioni! (mediaset?)

ottobre 9, 2008

Con queste parole Corriere.it sintetizza il messaggio lanciato dal presidente del consiglio agli italiani. Si tratta sicuramente del suggerimento del buon padre di famiglia ai suoi figlioli-sudditi, non v’è dubbio.

Anche se qualche riflessione andrebbe fatta. Per esempio va detto che sono pochi i risparmiatori che investono direttamente in azioni, dal momento che, dopo il sisma del 2001, quasi tutti si sono rivolti al risparmio gestito e cioè ai fondi. Fondi che, come si sa, sono gestiti dalle banche. Le quali banche sono i veri soggetti a rischio in questo momento di crisi di liquidità. Quindi mi sento di azzardare che il suggerimento del cavaliere è indirizzato prima di tutti ai gestori di risparmio (cioè dei fondi comuni delle banche), cui egli chiede di non mettere sul mercato i portafogli azionari. Al contempo lo stesso cavaliere annuncia un piano di salvaguardia per le banche stesse, che, par di capire, saranno messe al riparo da eventuali crisi di liquidità che potrebbero porle a rischio fallimento.

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