Qualche parola.

Non ho molta voglia di scrivere, anche perchè ho la tendenza a farlo in maniera articolata ed oggi sono stanco. Però, leggendo i giornali non riesco a trattenere qualche commento sparso.

1. Dice Bonanni che “vuole evitare il fallimento di Alitalia”. Allora ricordo che ad Alitalia è stata applicata una versione adattata della cosiddetta “legge Marzano” che è semplicemente una clausola aggiuntiva alla legge 207/1999, nota come Prodi/bis. La quale legge Prodi/bis è la versione eurocompatibile della legge 95/1979 (legge Prodi) che disciplina il fallimento pilotato delle grandi imprese in crisi. In parole semplici si tratta di una versione semplificata della legge fallimentare del 1942 che consente alle aziende di grosse dimensioni che si trovano in stato fallimentare di continuare l’attività, preservando il nucleo produttivo industriale ed i posti di lavoro. E’ una normativa concepita dall’allora ministro (dell’industria, credo) per evitare la chiusura delle imprese dell’iri arrivate alla decozione; nell’Italia democristiana basata sull’industria di Stato una norma del genere era indispensabile e tutti la condivisero, anche perche’ l’organizzazione dell’epoca consentiva di “spalmare” le passivita’ sulla collettivita’ in maniera apparentemente indolore. Nel 1999 fu necessario adeguarla alle direttive europee e ciò avvenne con la Prodi bis.; invito chi ha interesse all’argomento a confrontarla con la legge fallimentare per verificare che si tratta di un suo adattamento. In pratica il ruolo del curatore fallimentare viene affidato ad un commissario di nomina governativa che, al pari del curatore, opera sotto il controllo del giudice delegato del tribunale. La differenza, in nuce, sta nella possibilità che si dà al commissario di proseguire l’attività industriale, cedendo eventuali rami produttivi a terzi, senza bloccare l’attività e mettere all’asta i beni dell’azienda, come avviene in caso di fallimento. Ma – e va detto in maniera chiara – il requisito indispensabile per essere ammessi ai benefici della legge Prodi è di trovarsi in stato di insolvenza, cioè fallimentare. Ed infatti la nomina del commissario straordinario (nel caso Alitalia si tratta di Fantozzi) avviene solamente dopo la dichiarazione di insolvenza operata dal Tribunale competente e che è ontologicamente equivalente alla sentenza di fallimento. Atto che, per Alitalia, è avvenuto venerdì 5 settembre.

Quindi chiariamoci: Alitalia è (praticamente) fallita. Non lo si può dire in senso tecnico ma nella sostanza è così. E’ come dire “non ammesso” anzichè “bocciato”; “coloured” anzichè “black”, e via così. In questo Alitalia va assimilata a Parmalat e Cirio, ovvero le aziende più grandi ammesse ai benefici della legge Prodi nel recente passato. Il fatto che Cragnotti sia in carcere e Tanzi sottoposto ad un processo bestiale per bancarotta fraudolenta testimonia che per Alitalia si deve usare una parola chiara: bancarotta. Che sia poi fraudolenta o no lo stabilirà (forse) la Procura di Roma.

Cambiando completamente argomento.

2. Il fascismo non fu “il male assoluto”; e nemmeno le leggi razziali. Neppure il nazismo fu il “male assoluto”. Basta con queste cazzate: non sopporto l’uso cretino delle parole.

“Assoluto” è un concetto metafisico e pertanto, per definizione, non può essere attribuito ad alcun fatto umano e terreno. Nazismo, fascismo, leggi razziali, e tutto quello che tali ideologie criminali produssero, sono purtroppo fatti realissimi ed umanissimi. Quindi lasciamo perdere l’assoluto.

3. La Shoah, le leggi razziali, la persecuzione degli ebrei furono, per certi versi, il nucleo dell’ideologia nazista e, nella loro concezione, l’aspetto più mostruoso. Ma non furono l’unico crimine commesso da nazisti e fascisti. Basti dire che nel quinquennio 1939-1945 nella sola Europa persero la vita per causa bellica 41 milioni di persone, di cui 27 milioni erano civili. I circa sei milioni di ebrei non furono quindi le sole vittime del nazismo e del fascismo, le cui azioni vanno intese e furono all’epoca dichiarate e considerate come crimini contro l’umanità. Queste elementari considerazioni (che mi secca dover fare, ma in Lobotlandia sembra necessario dover ripetere anche le ovvietà) inducono ad un paio di considerazioni.

a) Cercare di scindere le responsabilità del fascismo da quelle del nazismo evidenziando la minor foga italiana nella persecuzione degli ebrei (fatto storicamente innegabile) non può tradursi in una assoluzione del fascismo. Sembra una ovvietà, ma a sentire quello che dicono i nostri ministri non mi pare proprio.

b) La comunità ebraica non ha titolo esclusivo a dare patenti ed a sdoganare; in base all’equazione “crimine-nazista=olocausto”, sembra affermarsi l’idea che chi ottiene la benedizione della comunità ebraica può ritenersi libero di rivendicare idee nostalgiche del ventennio. Lo dico chiaro e tondo: no.

Scusate lo sfogo. Ma non ne potevo più.

One Response to Qualche parola.

  1. maria ha detto:

    Bene, finalmente qualcuno lo dice seriamente.
    Assoluto significa “sciolto”. Da “absolvere”=sciogliere dai vincoli (del peccato, del controllo di altri poteri).
    La Monarchia è assoluta quando è sciolta dai vincoli e dal controllo di camere parlamentari, o altro.
    Attribuire al male, al bene, all’amore e altre entità astratte il concetto di “assoluto” è una senzazionale cretinata, e per capirlo non occorre aver studiato filosofia greca.

    La comunità ebraica e purtroppo tutta la cultura ebraica, tende a rimuovere e a non riconoscere l’apporto della cultura greca nel pensiero occidentale: è avvenuto a più riprese, nella storia antica e recente, in nome di un particolare previlegio di primogenitura e, se mi si consente, di vittimismo genetico e di inguaribile dogmatismo.
    Cito un episodio: a Kafarnao(alta Galilea) c’è una importante sinagoga di tipo ellenistico. Gli studiosi locali ti spiegano che hanno fatto tutto gli ebrei, senza alcun suggerimento architettonico o stilistico che evochi la grecità.
    Tuttavia su una colonna, con capitello corinzio, vedo una scritta in greco, di un donatore. Chiedo spiegazioni e mi viene risposto che è una specie di traduzione per i pellegrini che venivano dalle aree di lingua greca!
    Inutile fare polemica, ma voi immaginate dei pellegrini… laici e atei di greca cultura?

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