Abolire il rito abbreviato/bis.

Copio e incollo dal mio post del 7 aprile 2008 “Abolire il rito abbreviato”.


Da corriere.it

VENEZIA – Lucio Niero è stato condannato con rito abbreviato a trent’anni di carcere ma ha evitato l’ergastolo per l’omicidio di Jennifer Zacconi, avvenuto nell’aprile 2006. Il pubblico ministero Stefano Buccini aveva chiesto l’ergastolo per omicidio e procurato aborto con le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e della minorata difesa. Il giudice per l’udienza preliminare Giuliana Galasso ha però respinto la prima aggravante, e ha ritenuto che l’omicidio abbia «assorbito» il secondo capo d’accusa, ovvero la morte del piccolo.
SEPOLTA VIVA – Jennifer Zacconi, 20 anni, nell’aprile di due anni fa venne uccisa a Olmo di Martellago (Venezia). Dopo un tentativo di strangolamento, la giovane, incinta al nono mese e a pochi giorni dal parto, venne sepolta viva e con lei morì anche il bambino. Niero, 36 anni, sposato con un’altra donna dalla quale aveva avuto due figli, aveva avuto una relazione extraconiugale con Jennifer. La sentenza del gup ha suscitato l’indignazione dell’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli (Lega Nord): «Vorrei sapere cosa si deve fare in Italia per avere l’ergastolo».

***

Sono tanti i casi di cronaca giudiziaria (Jucker, Cogne, Matei ed altri) che ci mostrano come lo sconto di pena previsto automaticamente dal rito abbreviato porti a condanne che ci lasciano interdetti. Se da casi tanto orribili si passa a reati “meno gravi”, è facile immaginare quale vantaggio tragga chi delinque da queste forme di legislazione procedurale premiale. Va sottolineato che lo sconto di pena non deriva da elementi sostanziali (attenuanti) ma semplicemente dal rito adottato per il processo.
Non posso che ribadire la mia idea: il rito abbreviato va abolito. L’intero titolo primo del Libro sesto del codice di procedura penale (artt. da 438 a 443 c.p.p.) andrebbe abrogato.

7 aprile 2008

Chi ha seguito ieri sera la ricostruzione dell’omicidio di Jennifer Zacconi e del processo al risponsabile Lucio Niero non può non aver partecipato della rabbia dei familiari per la pena di 30 anni di reclusione inflitta all’assassino.
Mi risulta evidente come il rito abbreviato, con lo sconto di pena automatico che garantisce al condannato, sia un istituto illogico e dannoso. Ma non mi risulta che nessuno fra i nostri rappresentanti abbia mai avanzato apertamente l’ipotesi di abrogarlo. Disse Castelli «Vorrei sapere cosa si deve fare in Italia per avere l’ergastolo». Risposta di s.z.: basterebbe abolire il rito abbreviato, e chi ha fatto il ministro della Giustizia per un lustro dovrebbe saperlo. Ma ho l’impressione che l’ottimo Castelli non sappia di cosa stiamo parlando.
In compenso, quando si tratta di immunità per le alte cariche dello Stato tutti si trasformano in esperti costituzionalisti, tanto che sanno perfino citare i paesi stranieri dove sarebbero in vigore normative analoghe al cosiddetto “Lodo Alfano” (in realtà dicono cretinate perché il tipo di immunità che entrerà in vigore in Italia non ha corrispettivo in alcun paese occidentale ed è palesemente incostituzionale).
Ma dei difetti del sistema penale che colpiscono la carne viva del paese, che feriscono le persone, che offendono il buon senso, che umiliano gli onesti, nessuno sa nulla. Nella migliore delle ipotesi tutto viene rimandato a “riforme da fare”, non si sa quando, non si sa come, non si sa con che finalità e su quali principi giuridici.
Solo per l’immunità di qualcuno si hanno tempo ed energie per votare le leggi anche a ridosso delle vacanze.

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3 Responses to Abolire il rito abbreviato/bis.

  1. gianna ha detto:

    ho visto anch’io buona parte della trasmissione ” amore criminale”. mi pare si chiami così. tra le tante cose che non riesco a capire in genere, ma principalmente in questa sentenza è la motivazione con la quale i giudici hanno condannato l’assassino solo per aver ammazzato una persona e non due, dal momento che la ragazza avrebbe partorito da lì a due settimane… anche se il bambino è ancora una cosa sola con la madre perchè si nutre grazie al cordone ombelicale, ha però un suo sistema nervoso già sviluppato… ha sensazioni… emozioni… è una persona ormai. ma anche se non c’è una legge in merito, perchè il buonsenso non viene utilizzato… questa minchia di movimento per la vita che rompe continuamente i maroni su quando uno vuole morire, vivere, trombare, fecondare… non mi pare che si sia agitato tanto quando è uscita una sentenza così scandalosa… che paese triste… e anche i giornali non hanno dato gran rilievo alla sentenza… forse non era interessante…

  2. sandrozagatti ha detto:

    Un limite della trasmissione e’ stato non aver invitato un penalista che interpretasse la sentenza. E’ andato in onda un commento del padre della vittima che non mi e’ sembrato centratissimo (e d’altronde come poteva esserlo?) senza che un esperto illustrasse le differenze fra procurato aborto, infanticidio, omicidio e le relative configurabilita’. Invece di chiamare Dacia Maraini e la biondona criminologa sarebbe stato piu’ utile un esperto di diritto penale.

  3. Alessandra D. ha detto:

    Un saluto a Gianna.

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