Ricusazione del giudice: artt. 35-44 c.p.p.

arlecchino

La stampa ha dato grande rilievo alla ricusazione del giudice Gandus da parte dell’imputato Silvio Berlusconi.

La materia è disciplinata dagli artt. 35-44 del codice di procedura penale.

Art. 35 Incompatibilità per ragioni di parentela, affinità o coniugio 1. Nello stesso procedimento non possono esercitare funzioni, anche separate o diverse, giudici che sono tra loro coniugi, parenti o affini fino al secondo grado.

Art. 36 Astensione
1. Il giudice ha l’obbligo di astenersi:
a) se ha interesse nel procedimento o se alcuna delle parti private o un difensore è debitore o creditore di lui, del coniuge o dei figli;
b) se è tutore, curatore, procuratore o datore di lavoro di una delle parti private ovvero se il difensore, procuratore o curatore di una di dette parti è prossimo congiunto (307-4 c.p.) di lui o del coniuge;
c) se ha dato consigli o manifestato il suo parere sull’oggetto del procedimento fuori dell’esercizio delle funzioni giudiziarie;
d) se vi è inimicizia grave fra lui o un suo prossimo congiunto (307-4 c.p.) e una delle parti private;
e) se alcuno dei prossimi congiunti (307-4 c.p.) di lui o del coniuge è offeso o danneggiato dal reato o parte privata;
f) se un prossimo congiunto di lui o del coniuge svolge o ha svolto funzioni di pubblico ministero;
g) se si trova in taluna delle situazioni di incompatibilità stabilite dagli artt. 34 e 35 e dalle leggi di ordinamento giudiziario (18; 19 ord. giud.);
h) se esistono altre gravi ragioni di convenienza.
2. I motivi di astensione indicati nel comma 1 lett. b) seconda ipotesi e lett. e) o derivanti da incompatibilità per ragioni di coniugio o affinità, sussistono anche dopo l’annullamento, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.
3. La dichiarazione di astensione è presentata al presidente della Corte o del tribunale che decide con decreto senza formalità di procedura (125).
4. Sulla dichiarazione di astensione del presidente del tribunale decide il presidente della corte di appello; su quella del presidente della corte di appello decide il presidente della corte di cassazione .

Art. 37 Ricusazione
1. Il giudice può essere ricusato dalle parti:
a) nei casi previsti dall’art. 36 comma 1 lett. a), b), c), d), e), f), g);
b) se nell’esercizio delle funzioni e prima che sia pronunciata sentenza, egli ha manifestato indebitamente il proprio convincimento sui fatti oggetto dell’imputazione.
2. Il giudice ricusato non può pronunciare né concorrere a pronunciare sentenza fino a che non sia intervenuta l’ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la ricusazione (41).
Art. 38 Termini e forme per la dichiarazione di ricusazione 1. La dichiarazione di ricusazione può essere proposta (41), nell’udienza preliminare, fino a che non siano conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti (420); nel giudizio, fino a che non sia scaduto il termine previsto dall’art. 491 comma 1; in ogni altro caso, prima del compimento dell’atto da parte del giudice.
2. Qualora la causa di ricusazione sia sorta o sia divenuta nota dopo la scadenza dei termini previsti dal comma 1, la dichiarazione può essere proposta entro tre giorni. Se la causa è sorta o è divenuta nota durante l’udienza, la dichiarazione di ricusazione deve essere in ogni caso proposta prima del termine dell’udienza.
3. La dichiarazione contenente l’indicazione dei motivi e delle prove è proposta con atto scritto ed è presentata, assieme ai documenti, nella cancelleria del giudice competente a decidere (40). Copia della dichiarazione è depositata nella cancelleria dell’ufficio cui è addetto il giudice ricusato.
4. La dichiarazione, quando non è fatta personalmente dall’interessato, può essere proposta a mezzo del difensore o di un procuratore speciale (122). Nell’atto di procura devono essere indicati, a pena di inammissibilità, i motivi della ricusazione.

Art. 39 Concorso di astensione e di ricusazione
1. La dichiarazione di ricusazione si considera come non proposta quando il giudice, anche successivamente ad essa dichiara di astenersi (36) e l’astensione è accolta.
Art. 40 Competenza a decidere sulla ricusazione 1. Sulla ricusazione del pretore decide il tribunale su quella di un giudice del tribunale o della Corte di Assise o della Corte di Assise di appello decide la Corte di Appello; su quella di un giudice della Corte di Appello decide una sezione della Corte stessa, diversa da quella a cui appartiene il giudice ricusato.
2. Sulla ricusazione di un giudice della Corte di Cassazione decide una sezione della Corte, diversa da quella a cui appartiene il giudice ricusato.
3. Non è ammessa la ricusazione dei giudici chiamati a decidere sulla ricusazione.

Art. 41 Decisione sulla dichiarazione di ricusazione
1. Sulla ricusazione di un giudice del tribunale o della corte di assise o della corte di assise di appello decide la corte di appello; su quella di un giudice della corte di appello decide una sezione della corte stessa, diversa da quella a cui appartiene il giudice ricusato.
2. Fuori dei casi di inammissibilità della dichiarazione di ricusazione, la Corte può disporre, con ordinanza, che il giudice sospenda temporaneamente ogni attività processuale (181 lett b) o si limiti al compimento degli atti urgenti (467).
3. Sul merito della ricusazione la Corte decide a norma dell’art.127 dopo aver assunto, se necessario, le opportune informazioni.
4. L’ordinanza pronunciata a norma dei commi precedenti è comunicata al giudice ricusato e al pubblico ministero ed è notificata alle parti private (44).

Art. 42 Provvedimenti in caso di accoglimento della dichiarazione di astensione o ricusazione
1. Se la dichiarazione di astensione o di ricusazione è accolta, il giudice non può compiere alcun atto del procedimento.
2. Il provvedimento che accoglie la dichiarazione di astensione o di ricusazione dichiara se e in quale parte gli atti compiuti precedentemente dal giudice astenutosi o ricusato conservano efficacia.

Art. 43 Sostituzione del giudice astenuto o ricusato 1. Il giudice astenuto o ricusato è sostituito con altro magistrato dello stesso ufficio designato secondo le leggi di ordinamento giudiziario.
2. Qualora non sia possibile la sostituzione prevista dal comma 1, la Corte o il tribunale rimette il procedimento al giudice ugualmente competente per materia determinato a norma dell’art.11.
Art. 44 Sanzioni in caso di inammissibilità o di rigetto della dichiarazione di ricusazione 1. Con l’ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la dichiarazione di ricusazione (41), la parte privata che l’ha proposta può essere condannata al pagamento a favore della cassa delle ammende di una somma da lire cinquecentomila a lire tre milioni, senza pregiudizio di ogni azione civile o penale.

***

Non stupisce che il Procuratore Generale abbia definito infondata l’istanza del Presidente del Consiglio. Incollo da corriere.it:

MILANO – Per il sostituto pg di Milano, Laura Bertolè Viale, è da respingere la ricusazione da parte di Silvio Berlusconi del presidente della decima sezione del Tribunale di Milano, Nicoletta Gandus, in quanto non vi sarebbe «grave inimicizia» da parte del magistrato davanti al quale è in corso il processo Mills-Berlusconi. A quanto si è saputo, il pg ha chiesto anche che l’istanza sia da giudicare inammissibile perchè tardiva.
LA MOTIVAZIONE – Il sostituto Pg di Milano, Laura Bertolè Viale, motiverebbe l’assenza di «inimicizia grave» da parte del giudice Nicoletta Gandus nei confronti di Silvio Berlusconi con il fatto che gli appelli sottoscritti dalla stessa Gandus auspicavano l’abrogazione di leggi volute sì dal governo Berlusconi, ma in seguito approvate in Parlamento. L’inimicizia grave deve invece essere di carattere personale. Per il sostituto Pg, inoltre, l’istanza di ricusazione va dichiarata inammissibile perché tardiva. Nonostante, infatti, i difensori del premier sostengano di aver percepito la notizia degli interventi su internet della stessa Gandus, il 16 giugno (si hanno tre giorni di tempo da quel momento per presentare l’istanza) gli appelli stessi sono datati, alcuni del 2006, e deve essere pertanto provato dagli stessi difensori che la percezione è avvenuta solo il 16 giugno. Cosa che non è avvenuta.

Ragioni semplicissime: l’inimicizia grave deve essere personale, specifica, verso l’imputato o una parte privata. Ma la motivazione principale è altra: la ricusazione è tardiva. Non serve essere esperti di diritto per sapere che il codice di procedura penale fissa scadenze precise per ogni atto. Non è consentito alle parti nel processo proporre istanze solo quando fa comodo; se si hanno ragioni per ricusare il giudice ciò va fatto entro un certo termine, dopodiché la richiesta viene automaticamente rigettata, a prescindere dalla sua fondatezza. E così accadrà in questo caso, ma ciò non impedirà al Presidente del Consiglio ed ai suoi legali di inveire contro la magistratura di sinistra ed “infiltrata” che perseguita il capo del governo per ragioni politiche. Investendo di accuse insensate quei giudici della corte d’appello che avranno semplicemente applicato la legge.

5 risposte a Ricusazione del giudice: artt. 35-44 c.p.p.

  1. Antonino scrive:

    può essere ricusato o censurato un pubblico ministero?

  2. sandrozagatti scrive:

    No, ma il PM ha la facoltà di astenersi se ricorrono “gravi ragioni di convenienza” (art. 52 c.p.p.). Essendo parte e non soggetto giudicante non vi è possibilità per le parti private di presentare formale istanza di “ricusazione” (che è prevista per il giudice essendo questi il decidente). Tuttavia esse possono indicare al PM le “gravi ragioni di convenienza” invitandolo ad astenersi.

  3. Salvatore SAVONA scrive:

    Il nostro codice , penale e civile , e’ obsoleto e da modo a certi Giudici di navigarci dentro come e quando vogliono loro ! Poi non sono gli stessi giudici a giudicare ??? Ma chi giudicano ??? Un loro collega ricusato e nella CASTA INVIOLABILE le daranno , in qualsiasi modo , ragione giuridica . Quindi CITTADINI ITALIANI , fino a quando c’e’ il SUPERPOTERE NELLO STESSO STATO DEI GIUDICI loro faranno quello che vogliono , a loro uso e consumo . Cosa fare ??? Riformare completamente il sistema giudiziario , il giudice deve giudicare CON ASSOLUTA IMPARZIALITA’ E SECONDO LEGGE , un secondo o terzo giudicato non puo’ essere di CAPOVOLTA DEL PRIMO , semmai un miglioramento decisionale o equiparato . Se cio’ non avviene e’ perche’ il primo giudice ERA IMPREPARATO ( e quindi non puo’ fare il Giudice ! ) o era PREVENUTO o c’erano SITUAZIONI AMBIENTALI OSTILI O GRAVE INIMICIZIA . Per evitare cio’ OCCORRE RESPONSABILIZZARE I GIUDICI SULLE LORO DECISIONI , sia economicamente , sia disciplinarmente e sia con TRASFERIMENTO DI UFFICIO , quando le decisioni contrastano con L’IMPARZIALITA’ E L’APPLICAZIONE E IL RISPETTO DELLA LEGGE . Per fare cio’ CI VUOLE UN COLLEGIO GIUDICANTE ( ex CSM ) CHE NON SIA FORMATO DA GIUDICI ma da persone al di sopra di ogni parte DI ASSOLUTA IMPARZIALITA’ E MORALITA’ O SAGGI DEL VERO DIRITTO O RINOMATI GIURISTI la cui decisione non potra’ mai essere criticata . Solo cosi’ noi cittadini italiani possiamo avere LA GARANZIA , entrando in un tribunale , che abbiamo di fronte un GIUDICE IMPARZIALE . Ai posteri l’ardua sentenza . Capitano di marina Salvatore Savona cell. 3404014052 VITTIMA DELLA GIUSTIZIA ITALIANA A TRAPANI
    ( SICILIA ) . VIVA ENZO TORTORA !

  4. MARIA LUISA scrive:

    non c’e’ giustizia le mie denuncie vengono tutte archiviate per la controparte vengono svolti i prcessi.
    sono stata condannata per ecessiva legittima difesa fino al 3° grado del giudizio la parte civile e’ la moglie di un ex giudice di CASSAZZIONE E OGGI PRESIDENTE DI UN TRIBUNALE DEL NORD ITALIA, LA STESSA DICHIARAVA IN UDIENZA DI NON AVERMI TOCCATA ORA MI DEVONO SPIEGARE COME SIA POSSIBILE SUBIRE UNA CONDANNA DI ECCESSIVA LEGITTIMA DIFESA QUANDO LA PARTE CIVILE NON MI HA TOCCATA?

  5. diomede scrive:

    I giudici non sono comunisti come sostiene Berlusconi, sono solo infami, ignoranti, rozzi, qualcuno anche pedofilo e cocainomane (ne ho le prove) serve altro…!?

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