“La sinistra è divisa”.

giugno 14, 2008

E’ stato questo lo slogan ricorrente della propaganda di centrodestra per svariati anni. Ogni episodio (significativo o no che fosse) veniva ingingantito a dismisura dalla stampa allineata ai partiti berlusconiani al fine di inculcare negli italiani l’idea che votare per il centrosinistra significava consegnare il paese a una coalizione incapace di governare. Una prassi acuitasi nei due anni dell’ultimo governo Prodi grazie alla turbolenza che ogni dissidio interno alla maggioranza procurava a Palazzo Madama, dove i due schieramenti disponevano di un pari numero di senatori. Lo scopo era evidententemente quello di indurre un travaso di voti da sinistra a destra, descritta come coalizione coesa programmaticamente ed ideologicamente. In realtà il risultato è stato ancora più felice dal momento che a convincersi della necessià di sciogliere l’alleanza di centrosinistra è stato nientemeno che il suo leader Veltroni. Quale generale non gioirebbe nel vedere che il suo avversario si è arreso prima della battaglia? E come non riconoscere grande merito a chi ha saputo trovare lo strumento per dividere le truppe avverse?

Le reazioni successive all’esito del referendum irlandese mostrano che l’attuale maggioranza è divisa almeno quanto quella che l’ha preceduta. Ma se Berlusconi ha saputo tessere ugualmente la tela della sua alleanza, l’ottimo Veltroni – patetica vittima della propaganda avversaria – ha pensato bene di limitarsi a disarmare la sua coalizione. Capirà un giorno che vantandosi di “aver semplificato il quadro politico” non fa altro che coprirsi di ridicolo?