Ci risiamo.

Il Ministro della Giustizia ci informa che le conversazioni telefoniche di ben 100.000 cittadini italiani vengono intercettate ogni anno. Molte di più di ogni altro paese, il quintuplo della Francia, tanto per fare un esempio. Ovviamente questi argomenti e numeri sono portati a sostegno della tesi per la quale è necessario porre un limite alle indagini di tal fatta. Che diamine! I soliti magistrati italiani matti che esagerano assurdamente ad investigare rispetto ai loro colleghi stranieri.

Da un dato numerico di per sé non particolarmente significativo e non necessariamente autentico (mi chiedo perché dovremmo credere ai dati che ci forniscono i governi stranieri: a che titolo il governo statunitense dovrebbe raccontare a noi quanti americani sono intercettati?) viene tratta la conclusione più immediata e superficiale e, guarda caso, ostile alla magistratura. Eppure al momento dell’arresto di Provenzano si levarono gli elogi perché l’indagine si era sviluppata grazie agli strumenti investigativi classici (cioè, appunto, intercettazioni ambientali) senza fare ricorso ai tanto deprecati (da una certa parte politica) collaboratori di giustizia.

Ed infatti anche l’uso eccessivo dei “pentiti” era stato severamente criticato negli anni novanta dal centrodestra, fino al varo di una legge che, guarda caso, restrinse il ricorso ad essi. In quel caso si disse, credo con ragione, che limitare le collaborazioni di giustizia avrebbe indebolito la lotta alla mafia ed alle altre organizzazioni criminali; argomento che, non a caso, viene sollevato anche oggi per le intercettazioni.

Già. Perché forse la spiegazione giusta non è quella suggerita dal Ministro. Forse – ma dico forse – se in Italia si fanno tante intercettazioni (molte di più che all’estero) lo si deve al fatto che nel nostro paese albergano mafia, camorra, ‘ndrangheta ed organizzazioni simili. Chissà se il Ministro della Giustizia ha riflettuto su questo: non sarà che la grande mole di intercettazioni è dovuta alla grande diffusione della criminalità nel paese e non alla follia, alla morbosa curiosità dei magistrati?

Siamo alle solite. Il precedente governo Berlusconi concluse il mandato seppellito dalle critiche sulla pessima politica in materia di Giustizia per via delle cosiddette (e tuttora in vigore) “leggi vergogna”. Alla ripresa del cammino il centrodestra torna a colpire l’attività della magistratura inquirente; sventolando strumentalmente il tema della “sicurezza” si preoccupa di varare norme che vanno a colpire le attività investigative serie, quelle che veramente contano.

Ma non dobbiamo farci il sangue amaro: Veltroni ci spiega che questa è la Nuova Stagione, che l’importante era “semplificare il quadro politico” (con la mafia si può convivere, ma coi comunisti no, cribbio), il Papa si rallegra per il nuovo clima che c’è nel paese e finalmente ci sarà una stretta sui Rom.

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6 Responses to Ci risiamo.

  1. donatellarighi ha detto:

    Finalmente si torna a parlare di cose serie quassù, ohibò! Basta gozzovigliare mettendo in confusione le quote rosa.
    E attendevo un pensierino sulle intercettazioni, da condividere passo per passo, come questo che sta sopra.

  2. sandrozagatti ha detto:

    Ciao Donatella!

  3. mauchi ha detto:

    Mi sembra assurdo parlare di ‘troppe intercettazioni’, è come se volessimo mettere un limite alla possibilità di prevenzione dei reati.

  4. sandrozagatti ha detto:

    A Lobotlandia si può parlare di qualsiasi cosa nei termini che più aggradano. Basta essere sul pulpito giusto. Due o tre numeri piazzati là, così a caso, una spiegazione qualsiasi e voilà: la plebe televisiva è accontentata e la legge che interessa al potere può essere fatta votare da quell’ormai inutile consesso di utili idioti che qualche ridicolo nostalgico dell’illuminismo continua a considerare un Parlamento.

  5. gianna ha detto:

    ieri sera ho visto una mia amica che lavora in un call center. fa indagini di mercato. ieri la gente a cui telefonava doveva rispondere a 3 domande: quando vota è più importante l’ideologia, la persona che fa gli interessi del paese, o il leader politico. quasi tutti senza distinzione tra nord e sud hanno risposto il leader, seconda risposta l’interesse del paese, per quanto riguarda l’ideologia non gliene importa più niente a nessuno. tutti nutrono una grande speranza in questo governo e principalmente in berlusconi. che dire? riguardo alle intercettazioni l’unico dell’opposizione che parla chiaro è di pietro. però… che tristezza.

  6. maria ha detto:

    Rientrata dalla Francia, posso comunicare che un analogo governo di lobotomisti sta mettendo a punto misure per facilitare le istituzioni religiose cattoliche nella loro missione educativa e di istruzione.
    L’Università gesuitica si vede riccamente finanziato un convegno, in cui gli storici hanno un ruolo del tutto secondario (rispetto ai teologi): preti gesuiti argentini o cileni o peruviani, hanno il tutto pagato, in cambio di comunicazioni di 10 minuti. Gli altri relatori europei e laici, devono invece pagare una quota di iscrizione, e si devono arrangiare per l’alloggio.
    Sarkozy sta meditando una specie di patto lateranense col Vaticano, questo per mitigare l’invasività di musulmani e altre confessioni religiose, nella società francese.
    Nelle scuole (che da sempre sono laiche) ci sarà quindi una corsia preferenziale per la religione cattolica, che diventerà, a breve, materia di insegnamento al posto di “storia delle religioni”.
    Gianna ha ragione: ai cittadini non interessa più l’ideologia.
    Ma quella dei nostri governi che cosa è, se non “ideologia del controllo”?
    Controllo che si esercita raccontando ai cittadini quello che vogliono sentirsi dire, dopo aver ben orchestrato impotenza e indignazione … per le intercettazioni, i pentiti, la sicurezza, la malasanità, il prezzo del petrolio…
    Comunque, il portavoce, a fianco del ministro Alfano, ha assicurato che Berlusconi non sa niente di intercettazioni, era anche contrario a fare una legge che sarà la semplice prosecuzione del lavoro del governo precedente!

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