Ai Carmelitani.

maggio 14, 2008

Allora, facciamo il punto per dopodomani, ore 20,00, trattoria dei Carmelitani in via dei Carmelitani 20 (adiacenze piazzale Osoppo).

Io conto:

Presidente del Consiglio;
Nancy;
Ministro della Cultura;
Ministro dell’Economia;
Ministro della Salute;
Ministro dell’Esilio;
Alessandra D.?

Se non ho dimenticato qualcuno direi che siamo 6+1.

La trattoria è stata indicata, come doveroso, dal presidente del consiglio che se ne assume la responsabilità morale e giuridica. Personalmente ho mantenuto fede all’impegno di ispirare la scelta al massimo grado di democrazia e di partecipazione, valorizzando l’esperienza dei soggetti radicati sul territorio.

Il cinese è stato scartato per timore di ritorsioni da parte del Dalai Lama (trentamila sepolti vivi ne sanno qualcosa), mentre il Città di Londra è sconsigliato per la difficoltà di parcheggio il loco.

Siete in tempo per aderire, rispondendo a questo post. Un invito speciale va al Ministro dell’Agricoltura, Forestazione, Rimboschimento e Flora Marina, e a tutte le quote rosa in circolazione.


Ma allora chi ha perso?

maggio 12, 2008

Hanno vinto Berlusconi, Alleanza Nazionale, la Lega, questo è fuori discussione. E ha perso la Sinistra Arcobaleno che, a dire il vero, ha fatto di tutto per procurarsi tal destino, affidandosi all’uomo del “no” per eccellenza che, negli ultimi anni, ha complicato più di chiunque altro il cammino della sinistra. Il partito democratico invece sembra non considerarsi sconfitto. Il gruppo dirigente non è mutato e Veltroni sembra proseguire per la strada imboccata non appena eletto segretario: pochi alleati (anzi, meglio nessuno) e dialogo nullo con essi; dibattito interno assente e fiducia ai pretoriani; nessun attacco agli avversari e tono conciliante con Berlusconi. La solerzia con la quale la Finocchiaro è corsa in soccorso del senatore Schifani mostra quanto il partito democratico si preoccupi innanzitutto di non disturbare il manovratore.

E in questo vi è continuità. Il governo Prodi nulla ha fatto per cancellare le cosiddette “leggi vergogna” volute dalla maggioranza precedente, con ciò dimostrando di aver accettato principio che sta alla loro base: chi conquista il potere ha il diritto di approfittarne per il proprio tornaconto personale.
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Venerdì 16 maggio; h. 20,00.

maggio 10, 2008

La cena ombra di sentieriepensieri celebra i diecimila contatti. Ma il nodo cruciale della serata sarà tentare di svelare il mistero di Alessandra D. Essere virtuale o reale? Solo chi verrà potrà sperare di sapere.

Si raccolgono adesioni ed eventuali obiezioni a data ed ora, che verranno democraticamente vagliate. Sul luogo ci riserviamo la decisione.


Diecimila.

maggio 9, 2008

Alle ore 23.00 di oggi 9 maggio il blog ha raggiunto i diecimila contatti (pagine lette). Segno sul calendario e ringrazio tutti i lettori.

Alla prima occasione si festeggia.


The Kiss.

maggio 9, 2008

Nella nostra adolescenza non c’è solo l’Infanzia di Ivan.

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Veltroni-D’Alema.

maggio 7, 2008

Quattordici anni fa, dopo le dimissioni di Occhetto da segretario del pds, il partito si spaccò per la scelta del successore. Se la consultazione informale fra le sezioni (che fecero pervenire a Roma la loro preferenza via fax) premiò Veltroni, il Consiglio Nazionale scelse D’Alema. Il confronto venne raffigurato come la contrapposizione fra il kennediano Walter, invocato dalla base, e il freddo Massimo, l’uomo d’apparato.

Stando alle cronache di questi giorni, all’indomani di una sconfitta elettorale analoga a quella del 1994, il dualismo al vertice si ripropone. Attorno alla fondazione Italiani Europei diretta da D’Alema si starebbe coagulando la corrente dell’ex presidente dei ds, che non nasconde il dissenso con la segreteria. Dobbiamo aspettarci una ripetizione dello stesso duello?


Tito e Lili Marleen

maggio 3, 2008

Josip Broz, il maresciallo Tito, passò a miglior vita il 4 maggio 1980.

Mi ero sempre chiesto perché Kusturica avesse scelto Lili Marleen come commento musicale per il funerale di Tito. E pensavo che fosse una scelta priva di ragioni storiche; ma sbagliavo (forse).
Il testo di Lili Marleen fa parte di una raccolta di poesie scritte da Hans Leip, uno scrittore e soldato tedesco impegnato sul fronte russo nella prima guerra mondiale. Nel 1937 Norbert Schultze, un musicista e fervente nazista, lo musicò, fondendo il tono malinconico del testo, nel quale il soldato rievoca il proprio amore per una giovane prostituta conosciuta davanti alla caserma, col ritmo di una marcetta in due quarti e si bemolle minore. Ne scaturì un capolavoro melodico che, quantunque detestato da Hitler, che vi udiva una vena antimilitarista e stupidamente sentimentale, conquistò immediatamente il cuore dei soldati tedeschi e conobbe una rapidissima diffusione.

Fra questi anche Erwin Rommel che, quando fu inviato in nordafrica in soccorso delle malmesse truppe italiane del generale Graziani, si trovò a non poter ascoltare il suo motivo preferito, giacchè Radio Berlino non raggiungeva quelle zone. L’aneddotica (verità o leggenda?) vuole che del suo stato maggiore facesse parte un ufficiale legato da amicizia con un collega impiegato a Belgrado, presso la stazione radiofonica ivi impiantata dai nazisti dopo l’invasione della Yugoslavia dell’aprile 1941. Per intercessione di questo sottoposto, Rommel chiese che Radio Belgrado, le cui trasmissioni erano captate anche in Libia, programmasse Lili Marleen, e fu accontentato. Così, per tutto il periodo dell’occupazione tedesca dei Balcani, alle 21.55 di ogni sera, prima della fine delle trasmissioni e prima quindi che il totale silenzio radio calasse sulla Yugoslavia, dalla capitale occupata si diffondevano le struggenti note della canzone di Schultze, che raggiungevano anche l’Italia, la Grecia, il nordafrica e i paesi dell’Europa sud-orientale, fino al fronte russo meridionale.

La canzone si diffuse quindi fra i soldati di tutti gli eserciti, oltre a quello tedesco, tanto che, onde evitare che essi la cantassero in lingua originale, ne furono diffuse versioni in tutte le lingue.

E Lili Marleen conquistò anche il maresciallo Tito, comandante dell’esercito partigiano che conduceva la sua resistenza dai monti della Bosnia. Per questo (credo) le sue note accompagnano la narrazione di “Underground” e le immagini delle esequie del dittatore yugoslavo.

Il testo.

1. Vor der Kaserne
Vor dem großen Tor
Stand eine Laterne
Und steht sie noch davor
So woll’n wir uns da wieder seh’n
Bei der Laterne wollen wir steh’n
|: Wie einst Lili Marleen. : |

2. Unsere beide Schatten
Sah’n wie einer aus
Daß wir so lieb uns hatten
Das sah man gleich daraus
Und alle Leute soll’n es seh’n
Wenn wir bei der Laterne steh’n
|: Wie einst Lili Marleen. : |

3. Schon rief der Posten,
Sie blasen Zapfenstreich
Das kann drei Tage kosten
Kam’rad, ich komm sogleich
Da sagten wir auf Wiedersehen
Wie gerne wollt ich mit dir geh’n
|: Mit dir Lili Marleen. : |

4. Deine Schritte kennt sie,
Deinen zieren Gang
Alle Abend brennt sie,
Doch mich vergaß sie lang
Und sollte mir ein Leids gescheh’n
Wer wird bei der Laterne stehen
|: Mit dir Lili Marleen? : |

5. Aus dem stillen Raume,
Aus der Erde Grund
Hebt mich wie im Traume
Dein verliebter Mund
Wenn sich die späten Nebel drehn
Werd’ ich bei der Laterne steh’n
|: Wie einst Lili Marleen. : |

In italiano (la traduzione è mia).

Fuor della caserma
proprio sul portone,
c’era una lanterna
e forse ancora c’è.
Là ci vedremo ancora un dì
e alla lanterna resteremo.
Un dì, Lili Marleen.

Le nostre ombre unite
come cosa sola,
il nostro amore vero
che il mondo conosceva.
Tutti un giorno lo vedranno
quando ci ritroveremo.
Un dì, Lili Marleen

Il piantone disse:
“affrettati soldato,
se non vuoi tre giorni
all’appello devi andar.”
Così allor ti dissi “addio,
ma ancor con te vorrei restar.”
Con te, Lili Marleen.

Illumina ogni sera
il passo tuo deciso,
la tua figura snella
ch’è orfana di me.
Se mai qualcosa mi accadrà,
alla lanterna chi sarà,
con te Lili Marleen?

Dal mio quieto stare
da questa stanca vita,
in sogno tu mi liberi
con le tue labbra vive.
Quando la notte annebbia e scende
alla lanterna va il pensier.
Da te, Lili Marleen.