Di Pietro e la prescrizione.

Copio ed incollo dal Programma de L’Italia dei Valori, al capitolo Giustizia.

“LA PRESCRIZIONE DEI REATI
Occorre ridisegnare l’istituto della prescrizione, che deve valere soltanto prima dell’esercizio dell’azione penale, cioè prima che il presunto colpevole di un reato commesso anni addietro venga individuato e imputato. Dopo il rinvio a giudizio, o almeno dopo la condanna di primo grado, la prescrizione dovrebbe bloccarsi per consentire di giungere a una sentenza definitiva.”

Si tratta di una proposta più che ragionevole, ovvia. L’Italia (che io sappia) è l’unico paese nel quale il corso della prescrizione continua a correre durante il processo, in modo che le difese hanno interesse a dilatare in ogni modo possibile il procedimento stesso per consentire così all’indagato-imputato, benché riconosciuto colpevole, di evitare la pena.

A me sembra ovvio che non sia una cosa accettabile, ma mai avevo letto una proposta chiara in tal senso. Anzi, la legge ex Cirielli, oltre a ridurre drasticamente i tempi di prescrizione, ha complicato enormemente le cose, rendendo il calcolo della durata ancora più complicato di quanto era prima. Finalmente ho trovato una idea sensata sull’argomento nel programma di Di Pietro, ed è giusto dargliene atto.

5 Responses to Di Pietro e la prescrizione.

  1. Alessandra D. ha detto:

    Finalmente una proposta sensata ed utile. Quasi tutte le persone condannate in primo e secondo grado ricorrono alla Cassazione con lo scopo di far cadere in prescrizione il reato. Se non esiste più un termine per la prescrizione risulterebbe inutile ricorrere in cassazione, forse i processi sarebbero più veloci.

  2. Alessandra D. ha detto:

    Per la persona vittima di reati, parte offesa in un processo, la lungaggine dell’iter processuale ed il timore di non veder condannati gli autori del torto da lei subito per intervenuta prescrizione, è un ulteriore violenza psicologica. Oltre al danno anche la beffa!

  3. sandrozagatti ha detto:

    Voi mi direte: “ma una riforma di tal portata è difficilissima da realizzare, la legge penale è complicata, dopo la legge ex Cirielli toccare la prescrizione è un caos.” Allora, sfidando qualunque esperto a smentirmi, io dico che per realizzare la proposta Di Pietro (chiamiamola così anche se io penso che andrebbe attuata fin da quando ho saputo cosa è la prescrizione) è sufficiente promulgare la seguente legge:

    Legge.

    Art. 1

    Il secondo comma dell’art. 161 del codice penale è abrogato.

    Fine.

  4. maria ha detto:

    Dopo le elezioni, si potrebbe pensare ad uno sciopero della fame per chiedere il referendum abrogativo.
    E’ così economico e semplice!: gli italiani verrebbero invitati ad andare al mare, il quorum non verrebbe raggiunto, e tutto sarebbe come prima.

  5. sandrozagatti ha detto:

    Varrebbe la pena farlo ugualmente. Solo per sentire i contrari all’abrogazione arrampicarsi sugli specchi per spiegare che è giusto che lo stato spenda cifre enormi per celebrare processi dalla durata smisurata che si concludono con una sentenza di prescrizione.

    Ma l’Unione Europea, che è tanto solerte sulle mozzarelle, non potrebbe far notare al mondo che la nozione di prescrizione in vigore in Italia è un unicum universale e svergognarci su questa immondizia giudiziaria?

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