Rimonte e sondaggi.

A tre settimane dalle elezioni corriere.it pubblica i sondaggi sulle intenzioni di voto. Il rilevamento di Crespi del 20 marzo dà questi risultati:

PD 32,8%
IdV 3,6%

Subtotale 36,4%

PdL 36,4%
LN 6,0%
Mpa 1,5%

Subtotale 43,9%

SA 6,5%
UdC 6,0%
LD 4,0%
PS 2,0%

Per curiosità sono andato a rivedere i risultati elettorali delle politiche 2006 per raffrontarli a questi numeri (fonte repubblica.it).

Ulivo 31,3%
RnP 2,6%
IdV 2,3%

Subtotale 36,2%

RC 5,8%
CI 2,3%
Verdi 2,1%

Altri Unione 3,5%

Totale Unione 49,8%

FI 23,7%
AN 12,3%
LN 4,6%

Subtotale 40,6%

UdC 6,8%

Altri CdL 2,3%

Totale CdL 49,7%

La coalizione di Veltroni ha quindi riguadagnato i voti dell’Ulivo (DS e Margherita) e quelli di Italia dei Valori e di Rosa nel Pugno. In altre parole la (presunta) rimonta del partito democratico è consistita nel recupero degli elettori che avevano votato il suo embrione (l’Ulivo) due anni fa.

E’ bello credere nei miracoli e sperare che di qui al 13 aprile i rapporti di forza si invertano. In fondo la coalizione di centrodestra non pare imbattibile: sette anni fa le parole d’ordine di Silvio Berlusconi erano positive ed eccitanti, egli prometteva un “nuovo miracolo italiano”, la “riforma dello Stato” ed il suo programma poteva illudere molti su un radicale cambiamento (in meglio). Ora egli stesso parla di sacrifici inevitabili (parola proibita sette anni fa) e di governo dell’impoverimento, frasi tutt’altro che esaltanti. Purtroppo però il suo avversario principale non sembra attrezzato a sufficienza: con la scelta di rompere l’alleanza dell’Unione Veltroni ha voluto correre ad handicap, ed è arduo che riesca a colmare lo svantaggio. Temo che in molti, dopo le elezioni, gli rimprovereranno la decisione di “andare da solo” (cosa che poi non è, visto che l’alleanza con Di Pietro e con i radicali si è fatta) e già se ne odono le anticipazioni. Leggo su alcuni siti internet (la cosa va quindi presa con beneficio di inventario) che Riccardo Illy, presidente del Friuli Venezia Giulia, ha criticato la linea veltroniana, e non è un segreto che molti dei leader dei democratici di sinistra (per esempio D’Alema e Bersani) fossero dello stesso parere.

Ma il segretario ci dice che l’aver preso quella decisione è stato per lui fonte di liberazione, per non dover essere costretto alle trattative con gli alleati. Verrebbe da rispondergli che fare il segretario del PD non è un obbligatorio e che una simile liberazione sarebbe stata ottenibile anche ritirandosi a vita privata per dedicarsi al giardinaggio. Ma non è il caso di fare battute. Vero è che la coalizione dell’Unione ha reso difficile la vita al governo Prodi, dando l’immagine di divisioni continue su ogni cosa.

In realtà, però, si dice anche che il governo Prodi ha conseguito eccellenti risultati, soprattutto in campo economico (deficit pubblico, evasione fiscale), cosa che contraddice l’immagine di un governo paralizzato dalle divisioni intestine. Che c’erano, indubbiamente, ma non tali da bloccare l’azione dell’esecutivo, basti pensare ai tanti provvedimenti adottati in favore dalle imprese.

E’ indiscutibile, altresì, che l’immagine di ministri del governo che sfilano in piazza contro i propri colleghi e contro i propvvedimenti adottati dal governo di cui fanno parte è quantomeno singolare e non degno di un paese serio. Ma, purtroppo, l’Italia soffre di anomalie ben più gravi di queste: il comportamento di Silvio Berlusconi nella vicenda Alitalia ci lascia intendere cosa ci riserva il probabile futuro governo. Davanti ad un presidente del consiglio in pectore che fa insider trading sui titoli di una compagnia aerea compartecipata dallo Stato, usando l’arma propagandistica delle proprie televisioni, la stranezza costituita dal ministro Ferrero che sfila in corteo appare, al confronto, tollerabile.

Sbaglierò, ma anche nella scelta di Veltroni mi pare di scorgere una vittoria della formidabile macchina propagandistica del centrodestra. Le “divisioni della sinistra” sono state il leit motiv dei commenti politici e giornalistici contrari al governo: sciogliendo l’Unione si è data ragione a quelle voci, accettando una verità costruita dagli avversari. In pratica si è trattata di una resa alle ragioni dell’ex opposizione.

Ora che l’immagine dell’Unione divisa si stempera nel ricordo, scolora anche la necessità di rompere quelle alleanze, di fronte alla consapevolezza di una vittoria elettorale regalata al centrodestra e di un futuro governo Berlusconi. Forse Veltroni ha peccato di superficialità e di precipitazione? Egli ha ottenuto la grande liberazione di non dover sopportare gli alleati, ma il governo Berlusconi toccherà a tutti noi ed in questo non c’è alcunchè di liberatorio.

Spero di sbagliarmi, e che le urne ci diano un risultato diverso. Ma il timore è che i dati non cambieranno di molto, perché, in fondo, in questi ultimi quindici anni, gli italiani hanno sempre votato allo stesso modo, e l’alternanza al governo dei due schieramenti è risultata non dai mutati orientamenti elettorali, ma dalle diverse alleanze costruite da una parte e dall’altra. E’ un fatto del tutto naturale per un paese come il nostro dove le formazioni politiche sono divise da profonde differenze ideologiche, sociali, culturali. Non serve essere esperti costituzionalisti per rilevare che il bipolarismo da tanti invocato funziona correttamente nei paesi ove la bipartizione è storicamente radicata e, soprattutto, dove le differenze fra i due schieramenti sono minime. Negli Stati Uniti, nel Regno Unito, ed in fondo anche in Francia, i partiti che si alternano al potere si distinguono per sfumature, essendo state da tempo superate le divisioni ideologiche. Conseguentemente il travaso di voti da uno schieramento all’altro avviene con una certa naturalezza e la dinamica bipolare ha una sua funzionalità. In Italia, dove la divisione fra gli elettorati è netta e la mobilità elettorale bassa, sono le alchimie elettorali, le alleanze, a determinare vincitori e vinti. E Veltroni sembra aver voluto regalare al suo avversario una vittoria non impossibile.

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5 Responses to Rimonte e sondaggi.

  1. Laura TS ha detto:

    http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/letterealdirettore/societa/societa.html

    Stavolta è troppo facile. Il PD vincerà le elezioni. Quelle del 2011, quando anche questo galeone fradicio della destra andrà a fondo sotto il peso della zavorra e degli animali spaiati che ha caricato, come è andato a fondo lo zatterone di Prodi. Se vuole vincere oggi, voti nonno Silvio, perché la legge elettorale lo avvantaggia in maniera evidente. Se vuol vincere domani, voti zio Walter. Se vuole continuare a perdere vita natural durante, ma potendo rispondere ai sondaggi con sincerità, voti per Pecorario Scanio e Diliberto.

  2. Laura TS ha detto:

    sicuramente a veltroni sarà rinfacciata quella scelta
    io però mi chiedo come fosse possibile riproporre un progetto politico palesamente già fallito

    probabilemnte dovevamo fare il pd 10 anni fa (o perlomeno 5)
    non avrei mai pensato di dire una cosa del genere
    ma è proprio così

  3. sandrozagatti ha detto:

    Non capisco bene, dev’essere un problema mio. Mi sfugge in particolare questo principio dicotomico assoluto. Mi risulta che a sinistra non ci sia soltanto quell’irresponsabile di Bertinotti, ma ben quattro partiti forzosamente riuniti sotto un unico simbolo. E non mi pare del tutto ovvio a priori che dovesse essere così. Parimenti al centro è nata una nuova formazione che raccoglie un diffuso malcontento antiberlusconiano fra i suoi ex sostenitori. Chi ha memoria del dibattito preelettorale del 2006 dovrebbe ricordare che già allora si sbagliò puntando nuovamente su Prodi limitandosi a sommare dei partiti. Un nome nuovo ed un programma ambizioso avrebbero forse dato risultati diversi. Parimenti a questa tornata era forse possibile muoversi in maniera differente, fra le tante strade praticabili. Ma l’obiettivo sembra semplicemente essere quello di convincersi di essere i più bravi. Vabbè.

    PS. Non necessito di consigli su come votare, credo di farcela da solo.

  4. Laura TS ha detto:

    PS. Non necessito di consigli su come votare, credo di farcela da solo.

    ovviamente il consiglio era solo una scusa per riportare l’opinione di zucocni
    che mi sembrava azzeccata

  5. Alessandra D. ha detto:

    Condivido quanto scrito da Laura TS, il P.D. doveva nascere prima. Comunque penso che ci troveremo a votare di nuovo tra due anni, Berlusconi a mio avviso non avrà la maggioranza necessaria per governare, dai sondaggi proposti ieri sera da “Ballarò” gli indecisi che non sanno chi votare rappresentano il 30%, di cui il 7% è indeciso se votare la sinistra.

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