Boselli, Casini e l’informazione televisiva.

(ANSA) – ROMA, 6 MAR – ‘Questa e’ una campagna che si svolge con regole truccate e voglio esprimere ai telespettatori la mia protesta’: parole di Enrico Boselli. Detto questo, il leader socialista, ospite di Vespa a ‘Porta a porta’, si e’ alzato e ha lasciato la trasmissione. Boselli, ringraziando Vespa per averlo invitato, ha sottolineato come quella di oggi fosse la prima trasmissione politica a cui era invitato dopo 2 mesi. ‘I socialisti sono stati cancellati dalla campagna elettorale’, ha denunciato.

Roma, 7 mar. – (Adnkronos) – Pier Ferdinando Casini abbandona stizzito gli studi di Otto e mezzo in polemica con i conduttori del programma. ”Non e’ una cosa accettabile, mi avete invitato per parlare del programma e invece non ne ho parlato per nulla… Sono qui a rispondere alle domande su Mastella e di gossip vario…”, si lamenta il leader dell’Udc. ”Vorra’ dire che la prossima volta non vengo”’, dice Casini mentre la trasmissione volge al termine senza che abbia potuto illustrare il programma dell’Udc. Poi si alza e se ne va visibilmente seccato. Ritanna Armeni commenta: ”Abbiamo un Casini in versione Boselli”, alludendo a quanto accaduto ieri a ‘Porta a porta’ con il leader socialista.

Chi conserva una qualche memoria del nostro passato politico non può non vedere in queste due notizie la traccia di un epocale contrappasso politico-mediatico. Enrico Borselli, che pure all’epoca non era un craxiano, guida il partito che rivendica l’eredità del PSI del fu Bettino, mentre Casini, in quegli stessi anni, era il delfino (o per meglio dire il portaborse) di Arnaldo Forlani, segretario della DC espresso dal grande correntone doroteo. E quei due uomini – che con Giulio Andreotti costituirono il cosiddetto CAF, l’asse politico su cui si reggeva il pentapartito subentrato ai governi di solidarietà nazionale pensati da Aldo Moro e da Enrico Berlinguer – furono i protagonisti della stagione politica nella quale furono posti i semi malati dell’attuale degenerazione partitica dell’informazione televisiva.

Chi ha memoria rammenta l’intervista concessa alla vigilia di una consultazione popolare da Forlani il quale, nel compiacersi del buon andamento della campagna elettorale, disse che “anche il principale organo di informazione del servizio pubblico televisivo sta facendo la propria parte”. Ad essere chiamato in causa era il TG1, allora diretto da Bruno Vespa (devo averlo già sentito nominare) il quale, a fronte delle inevitabili critiche attirate da una tanto macroscopica gaffe, si difese affermando candidamente (vado a memoria) che “mai ho ricevuto indicazioni da parte dei vertici della Democrazia Cristiana, che, tuttavia, resta il mio editore di riferimento.” Soggettivamente una difesa, ma nella realtà una macroscopica autoaccusa. Egli non riceveva alcuna sollecitazione dalla DC ma ne era stato comunque elogiato; perché non c’era nessun bisogno di istruirlo dal momento che faceva benissimo il suo onesto lavoro di propaganda politica senza bisogno di direttive. In altre parole, la sua organicità al partito era totale.

Chi ha memoria ricorda bene il decreto Berlusconi, voluto da Bettino Craxi, che spalancò le porte alla conquista dell’etere nazionale da parte del gruppo di Arcore. E ricorda il TG2 di Antonio Girelli prima e di Alberto La Volpe poi, che andava in onda alle 19.45 e che, nel corso degli anni, divenne l’organo ufficiale del PSI di Craxi. Al punto che il cronista parlamentare Onofrio Pirrotta leggeva i servizi da Montecitorio esibendo platealmente i fogli su cui erano vergati recanti il simbolo del garofano.

Ora gli eredi degli artefici di quelle imprese politiche si dolgono della discriminazione televisiva che subiscono, che origina però da colpe risalenti ai loro partiti di origine, quantunque essi non ne portino una responsabilità personale. Ma la politica non è il diritto penale, e la responsabilità politica non è personale.

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3 Responses to Boselli, Casini e l’informazione televisiva.

  1. maria ha detto:

    Si chiamavano “Intellettuali Organici senza saperlo”.
    Oggi di intellettualità, poco rimane.
    E di organicità al panorama sociale, quel tanto che basta per fare i guitti nel talk show.
    E di responsabilità, quel tanto che basta per prendersela dignitosamente nel c…

  2. Gianna ha detto:

    basta con questa spartizione politica dell’informazione televisiva. a breve ci sarà un unico e potente editore di riferimento: SILVIO.
    ma nel programma di prodi non c’era qualcosa riguardo al conflitto d’interessi? e in tutto questo, grande popolo gli spagnoli, nonostante l’assedio della chiesa zapatero ce l’ha fatta un’altra volta. e non venga a dire veltroni che il pd sarebbe come il partito di zapatero. non c’entra una mazza. basta guardare i diritti civili a che livello sono i loro rispetto ai nostri.

  3. sandrozagatti ha detto:

    Ciao Gianna!

    Che ne dici del PD-village people?

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