Il signor XY.

Autorevoli commentatori ci dicono che in Italia vige un sistema giudiziario doppio, che discrimina fra indagati eccellenti e “poveracci”. I primi sarebbero i membri di una qualche “casta” (per esempio politici o grandi imprenditori) mentre i secondi, presumo, sarebbero i delinquenti comuni. Da un lato ci sarebbe garanzia di un esercizio della giustizia sempre e comunque mite ed indulgente, se non addirittura complice, nell’altro la legge mostrerebbe il proprio volto severo ed implacabile.

Indubbiamente, nel caos della giustizia italiana, di anomalie se ne vedono tante, purtroppo. Ma non sono convinto che il nostro sistema, fra i tanti difetti, abbia quello del classismo. Ovvero non credo che il nostro sistema sia indulgente solo con i “potenti”, ma che esso sia globalmente inefficace, verso tutti, con tutte le anomalie che possono verificarsi.

Traggo dalla stampa quotidiana il seguente articolo (riporto solo brani per brevità).

Dal Messaggero Veneto, pagine di Udine, di oggi 6 marzo 2008.

Assegni “lavati” e riciclati, udinese a capo della banda

Cinquantenne arrestato per associazione a delinquere finalizzata a ricettazione, contraffazione e truffa.

Di Piero Tallandini.

Sarebbe udinese la “mente” di una articolata organizzazione criminale dedita al riciclaggio di assegni bancari che operava anche in provincia di Udine, oltre che in tutto il Friuli Venezia Giulia, trafugando e contraffacendo titoli bancari nell’importo e nel beneficiario.E’ stata individuata e stroncata grazie a un’operazione condotta dalla Squadra Mobile della Questura e dall’Ufficio di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Gorizia. Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti l’organizzazione trafugava assegni principalmente dal milanese, li spediva a Napoli per essere “lavati” con un solvente chimico, contraffatti e riscossi negli uffici postali friulani. Tre persone sono state arrestate ed altre sette denunciate.

Nell’ambito dell’operazione, battezzata “Blue clean”, sono finiti in carcere per associazione a delinquere finalizzata a ricettazione, contraffazione e truffa di titoli bancari oggetto di furto, la presunta mente dell’organizzazione, X.Y., 51 anni, residente a Udine, già noto alle forze dell’ordine, che ritirava gli assegni contraffatti e ed ingaggiava persone consenzienti per il versamento dei titoli… e Z.W., 43 anni, di Napoli, al quale sarebbe stato affidato il compito di “lavare” gli assegni e riconsegnarli a X.Y.

Gli assegni, secondo quanto riferito dalla Polizia, venivano rubati nel centro di smistamento postale di Peschiera Borromeo, in provincia di Milano…. l’ammontare degli assegni oggetto di furto e posti sotto sequestro è stato calcolato in oltre 350 mila euro.

Questa notizia mi richiama altra che avevo a mente, per cui sono andato indietro nel tempo, ripescando un altro articolo del medesimo quotidiano.

Dal Messaggero Veneto, pagine di Udine, del giorno 11 aprile 2003.

Assegni rubati e riciclati
Organizzazione internazionale: un udinese fra gli 11 arrestati.

Undici persone – fra le quali un udinese di 45 anni, X.Y. – sono finite in carcere con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al peculato, falso e ricettazione in seguito alle indagini avviate dai Carabinieri di Genova.

Di Laura Pigani.

L’operazione dell’Arma ha consentito di sgominare una vera e proria banda che rubava, falsificava e infine incassava assegni in territorio nazionale e in Francia, Portogallo e Inghilterra. … Si ritiene che l’organizzazione, secondo un primo calcolo, abbia illecitamente movimentato una somma che si aggira intorno ai 500-600 mla euro settimanali.

Il compito di X.Y. sarebbe stato quello di individuare possibili correntisti nel Nord-Est Italia ai quali intestare gli assegni rubati dal Centro meccanografico delle Poste di Peschiera Borromeo, vicino all’aeroporto di Linate,… Il metodo utilizzato per “truccare gli assegni” era quello di contraffare il beneficiario o di falsificare la “girata” che era apposta con timbri di aziende simili, ma non corrispondenti a quelle originali. Il titolo truccato arrivava così al correntista, che d’accordo con l’organizzazione lo incassava. In particolare, il friulano incamerava il 10% della somma, il correntista il 30%, mentre il restante 60% finiva nelle tasche dell’organizzazione.

… ordinanza di custodia anche per … Z.W., 38enne di Napoli….

Le iniziali che utilizzo sono di fantasia, ma i protagonisti sono i medesimi. I signori X.Y. e Z.W. sono gli stessi nei due pezzi, ed è il medesimo il reato, in tutte le connotazioni. E dubito che gli autori siano dei “potenti” o persone che godono di qualche protezione in alto.

C’è da chiedersi come sia possibile che a distanza di soli cinque anni le stesse persone possano ripetere il medesimo delitto in maniera del tutto analoga, in fotocopia. O forse non ce lo dobbiamo neppure chiedere. L’intervista al procuratore Grasso che ho riportato nel post “Magistratura inutile” spiega tante cose. Nel nostro paese quella del delinquente è una professione come un’altra, con lati buoni e lati cattivi, ma che consente a chi la intraprende di avere la propria normale esistenza. Certo, di tanto in tanto capita l’inconveniente di un arresto e di un processo, ma tutto si supera. Parte dei guadagni andranno nelle tasche degli avvocati, ma evidentemente è un rischio calcolato; passata la bufera tutto torna come prima. Si dice che i processi sono lunghi, ma nel caso di X.Y. e di Z.W. parrebbe di no. Arrestati nel 2003, dopo meno di cinque anni sono di nuovo liberi di agire alla stessa maniera. Patteggiamento, rito abbreviato, concordato in appello… Quale che sia la strategia processuale adottata, hanno potuto riprendere il cammino laddove lo avevano interrotto. E perdipiù nella stessa regione, senza neppure spostarsi.

D’altronde non ci si deve meravigliare. Grasso ci informa che i mafiosi, ricorrendo a tutte le opportunità offerte dal codice di procedura penale, riescono a contenere in pochi anni anche le condanne per reati gravissimi. Ieri sera, in una bella trasmissione sul rapimento e l’omicidio di Aldo Moro condotta da Corrado Augias, ci è stato ricordato che gli autori di quei crimini sono tornati in libertà all’inizio degli anni novanta. Dovremmo meravigliarci se due falsari continuano imperterriti a truffare infischiandosene della legge?

Ma la domanda primaria è altra: quanti altri casi come questi si verificano abitualmente? Quanti truffatori, falsari, spacciatori, bancarottieri, rapinatori, sfruttatori d’ogni tipo (eccetera, eccetera..) proliferano e prosperano grazie al lavoro di tutti noi, distruggendo la ricchezza del paese? Perché così è: noi lavoriamo ed essi vivono grazie al reddito prodotto dalla gente onesta. Il delitto, comunque consumato, oltre a danneggiare i singoli, distrugge ricchezza. Si pensi, per fare un esempio che ci tocca annualmente, a chi truffa le assicurazioni con falsi sinistri. Ognuno di noi, all’atto di pagare il premio assicurativo, versa un obolo nelle loro tasche.

Così va l’Italia. E non possiamo poi lamentarci se gli stranieri non investono nel nostro paese, se la nostra crescita è inferiore alle medie europee, se i salari sono bassi. Perché laddove la legge è ignorata, il merito è depresso e lo sviluppo frenato, se non bloccato del tutto.

Non mi stancherò mai di richiamare a queste palesi verità l’attenzione dei nostri rappresentanti. Anziché baloccarsi con concetti sovrastrutturali e vuoti come il “voto utile” e le quote rosa; anziché tracciare programmi di sviluppo economico che non saranno mai in grado di realizzare; anziché parlare di un immaginario paese futuro che dovrebbe scaturire da non si sa bene quale politica, si occupino del primo e fondamentale compito dello Stato: prevenire e reprimere le violazioni della legge, assicurando la reale punizione dei rei.

Non chiedo che si prometta un paese più ricco, ma si può avere un paese migliore. E un paese più giusto è già un paese migliore.

6 Responses to Il signor XY.

  1. Fulvio ha detto:

    Temo che i nostri politici tengano molti più in considerazione i risultati dei sondaggi che il bene del nostro paese.
    Tutto si fa sull’onda della “emozione” pubblica (vedi morti sul lavoro, ad esempio) e l’emozione è in qualche modo indirizzata dai media, dalla stampa, dalla tv.
    Penso che il vero potere forte, nel nostro paese, sia detenuto da stampa-tv, in quanto questi “orientano” le emozioni ed i politici vi si adeguano.
    Secondo me un “paese migliore” richiede una stampa (in senso lato) migliore, quella fatta più di “Report” e meno di “Porta a porta”…. pura illusione.

  2. sandrozagatti ha detto:

    Non posso che darti ragione. L’informazione (prima di tutto quella televisiva) è quanto di peggio si ha nella nostra vita pubblica.

  3. maria ha detto:

    Report export: SCOSTUMI italiani (così, tanto per ridere, ma è vero)
    Il signor X è un cervello emigrato all’estero. Ottiene un prestigioso incarico di direttore presso la struttura superuniversitaria Y in paese europeo Z. Dopo un paio d’anni di assestamento e un ottimo stipendio, incomincia a dar corso agli intrallazzi che evidentemente appartengono al genio italico (ma anche a quello greco o balcanico). cioè
    1- iscrive al proprio dottorato un numero eclatante di giovani studiosi, che poi risultano essere la cugina, la nipote, qualche immigrato extracomunitario, qualche anziano in casa di riposo…per ottenere stanziamenti proporzionali.
    2- licenzia la segretaria e, al suo posto, assume la sua propria moglie…forse poteva scappare con la segretaria, ma la moglie è vendicativa.
    3- distribuisce borse di studio a giovani studiosi, ai quali affitta(senza dichiarare), per l’intero periodo del loro soggiorno, monolocali di sua proprietà.

    Le mie informazioni si fermano qui. Però sembra che in quel paese estero Z, non siano poi così tanto cretini: non ti avvertono prima se fanno un controllo, non esiste il buonismo verso falsari di bilancio, gli interessi privati in atti d’ufficio sono sanzionati…e uno si sputtana a vita, dopo di chè, credo che cada la possibilità di reiterare, e anche di presentarsi in liste elettorali.
    Sembra che in questo paese Z non esista la TV!
    o la nostraTV è direttamente funzionale al nostro bel paese?

  4. maria ha detto:

    Oh, ma anche Bruto, Antonio e tanti altri, erano tutti uomini d’ONORE…

  5. Alessandra D. ha detto:

    Questo blog mi piace perchè affronta problemi reali, di vita quotidiana, cosa che i nostri politici dimenticano troppo spesso.
    Leggendo l’articolo riguardante “Il signor XY” mi sorge spontanea la domanda: a quando il terzo arresto? Che modalità useranno la prossima volta questi personaggi per riciclare gli assegni rubati e contraffatti?
    Quanto accaduto è inquietante. Com’è possibile che la stesse persone, nella stessa regione, già tratte in arresto una volta possano reiterare indisturbate a distanza di qualche anno lo stesso reato con le stesse modalità? Ma la cosa più inquietante e sopratutto preoccupante, è che il secondo arresto non è dovuto ad un’azione degli organi giudiziari ma bensì alla segnalazione di un semplice impiegato postale. Questo ci fa capire che gli organi competenti non sono in grado di garantirci sicurezza.come possiamo vivere tranquilli davanti ad un fatto del genere? A prima vista può sembrare banale, degli sbandati che ci provano e non gli è andata bene ma se ci soffermiamo un attimo ed analizziamo bene i fatti, quanto accaduto è gravissimo. Questi personaggi sono stati tratti in arresto una prima volta ed hanno potuto continuare indisturbati a commettere lo stesso reato. L’argomento principale, di tutti gli schieramenti di questa campagna politica per il voto del 13-14 aprile, è la sicurezza per i cittadini ma, per sicurezza non ci si deve fermare ai pedofili, a fatti di cronaca eclatanti come quello accaduto a roma che ha imposto un decreto urgente, si deve garantire ai cittadini anche la sicurezza del proprio patrimonio.
    Bisogna affrontare anche la realtà quotidiana delle Procure delle singole città. Le persone che svolgono attività in questi posti devono essere cambiate dopo alcuni anni di lavoro nello stesso luogo, a partire da chi svolge azione di indagine fino ai giudici, altrimenti si crea un rapporto tra chi è dedito a vivere di delinquere e chi dovrebbe impedire e sopratutto punire
    queste persone. Come cittadina che lavora onestamente, che deve affrontare problemi economici per arrivare a fine mese, privandosi anche di cose necessarie per una vita “decente”, non di privilegi o svaghi, sono scandalizzata, indignata, arrabbiata per l’inefficenza del nostro sistema giudiziario. Allora rubo anche io! tanto in galera non ci vado. E invece ci vado, i giornali sono pieni di casi di poveri disgraziati che per aver rubato un pezzo di formaggio in un negozio vanno in carcere per sette mesi mentre chi per tutta la vita abitualmente è dedito a delinquere in carcere non ci va mai. È vergognoso, umiliante per tutti i cittadini onesti.
    ma la soluzione di questo problema deve partire dall’alto, dal governo e dal parlamento, cambiando completamente il nostro sistema giudiziario.
    E qui, con preoccupazione penso ad un nuovo Governo Berlusconi.
    Penso a come ci ha privato nella precedente legislatura di leggi che garantivano un mimnimo di sicurezza, come la legge sul falso in bilancio, la legge Pecorella, la riduzione dei tempi di prescrizione dei reati e potrei citarne ancora….
    Sono spaventata all’idea di un nuovo esecutivo capeggiato da Berlusconi alla guida del paese, nuovo è un eufemismo perchè sappiamo tutti che di nuovo non ci sarà niente, sarà la prosecuzione della precedente legislatura della destra dove si porteranno a termine tutti gli atti che non sono riusciti ad esplicare nella precedente.
    Io prego per non avere Berlusconi al governo, vorrei avere la sicurezza che i miei diritti vengano rispettati, che la giustizia mi garantisca sicurezza anche del mio patrimonio, piccolo ma pur sempre “il mio patrimonio” e so che con Berlusconi questo non accadrà.

  6. sandrozagatti ha detto:

    Intervento molto interessante. Le critiche al partito democratico ed alle sue liste sono piu’ che legittime, cosi’ come lo sono i dubbi sulla linea adottata da Veltroni. Ma non si dovrebbe dimenticare lo stress cui fu sottoposto il sistema giudiziario ed il paese tutto nel corso della quattordicesima legislatura.

    Acuta la riflessione sul trasferimento periodico dei magistrati, perlomeno quelli requirenti. Una volta era cosi’: un magistrato non poteva esercitare le sue funzioni per piu’ di un certo periodo nello stesso distretto. Ora vale l’esatto contrario: inamovibilita’ assoluta, che non e’ certo un bene.

    Se volessimo reintrodurre il sistema precedente, pero’, ci scontreremmo, ancora una volta, con l’abnorme durata dei processi. Trasferire un magistrato giudicante comporta che tutti i processi che sta gestendo devono ricominciare da capo, e, finche’ essi durano anni la cosa risulterebbe impraticabile.

    Tuttavia, per quello che riguarda le funzioni direttive (procuratore della repubblica, presidente del tribunale eccetera), una turnazione automatica sarebbe auspicabile. Un sistema nel quale la stessa persona puo’ occupare uno di tali ruoli a vita nella stessa sede si offre a rischi di degenerazione.

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