Crisi?

Le convulsioni politiche, giudiziarie e parlamentari di queste ore richiedono quantomeno alcune riflessioni. Come frequentatore della rete sono abbastanza pigro, ma nei siti riconducibili al partito democratico non ho trovato commenti sulla situazione politica. Capisco che è buona norma evitare uscite estemporanee, ma se si vuole dare alla comunicazione sul web l’importanza che è giusto abbia, sarebbe una forma di rispetto verso gli elettori (potenziali) esprimere le proprie opinioni senza dare l’impressione di attendere le direttive dai vertici.

Personalmente mi viene da dire che la situazione attuale è figlia di tante circostanze concorrenti. Alcune di esse sono incidentali (l’indagine su Mastella sembra figlia dell’estro di un procuratore), ma nella sostanza sono venuti al pettine molti nodi. Provo a indicarne alcuni.

Ritenevo e ritengo che sia stato un errore candidare Romano Prodi alla presidenza del consiglio. Al di là del giudizio sulla persona, pesa sulla sua scelta il fatto che egli era già stato capo del governo ed era stato sfiduciato dalla sua maggioranza. Non discutiamo del perché e del percome, ce lo ricordiamo. Ma basta guardare l’esempio dei paesi esteri di buona tradizione democratica per capire che chi è già stato primo ministro e non è più in carica non viene mai ricandidato, a prescindere dal suo operato e dalle sue qualità personali. La ragione è semplice: chi ha governato non è una figura politicamente “integra” e si presta, per il fatto stesso, alle critiche ed agli attacchi degli avversari. Ciò che ha fatto di buono viene riconosciuto solo in minima parte, mentre gli errori commessi (veri o presunti) vengono ingigantiti a dismisura. Per dare un esempio di ciò che dico osservo che alle ultime elezioni lo schieramento di centrodestra annoverava un partito denominato “no euro” che ha raccolto circa quattrocentomila voti (ben di più dei ventimila che hanno diviso gli schieramenti). Inutile dire che la figura di Prodi, che la destra ha associato alla moneta europea e quindi, in base ad argomenti di bassa propaganda, all’aumento dei prezzi, ha giocato a sfavore del centrosinistra. La scelta del Professore mi è sembrata dettata dall’esigenza di far quadrare i conti all’interno della coalizione, un po’ per ricomporre la frattura del 1998, un po’ perché non vi erano altre figure in grado di mettere tutti d’accordo. Figlio di un compromesso di potere, si è ritrovato ostaggio dei suoi stessi litigiosi sostenitori. Si è trattata di una scelta infelice e poco coraggiosa: il mancato successo elettorale (così credo debba essere definito il risultato delle politiche del 2006) ne è stata la conseguenza e la conferma.

All’indomani delle elezioni politiche si doveva avere il coraggio di ammettere la non vittoria, di eleggere il Capo dello Stato e di tornare alle urne. Con nuovi candidati, con coraggio, con la promessa di governare veramente facendo leva su una maggioranza parlamentare vera. Con un candidato premier diverso da Romano Prodi. E se mi chiedete un nome ve lo faccio: Mario Monti.

Ho già scritto e ribadisco che di persone come Mastella e del suo partito bisognerebbe avere il coraggio di fare a meno. So che portano voti, ma ho il dubbio che ne facciano anche perdere.

Questi per me sono gli errori principali, ai quali se ne sono sommati altri. Sarebbe stato opportuno concedere all’opposizione la presidenza di una delle camere e, soprattutto, si doveva formare un governo più agile, con meno ministri e sottosegretari. Il centrosinistra ha fatto di tutto per offrire argomenti alla propaganda avversaria (occupazione del potere, spartizione delle poltrone, eccetera eccetera).

Ora aspettiamo gli eventi. Si parla di elezioni anticipate ma anche di governo di transizione, o di larghe intese, o d’altro tipo. Boh. Si vocifera (non so se crederci) di un possibile sostegno alla maggioranza da parte dell’UDC. Il partito di Cuffaro. Mah.

Mi sento di rivolgere una prece ai chi ha il potere di decidere o, quantomeno, a chi può parlare con chi tale potere ha. Se si dovrà votare, si faccia almeno una modifica della legge elettorale che reintroduca il voto di preferenza. E che sia preferenza unica, come nelle elezioni regionali. Per evitarci l’affronto delle liste bloccate e dei candidati preselezionati dalle segreterie di partito: lo strumento paradigmatico della sopravvivenza della “casta”. In subordine, se proprio ciò non è possibile, si proceda a primarie per formare le liste dei candidati, in modo che almeno all’interno dei partiti vi sia competizione e selezione in base al merito.

Se invece si formerà un altro governo, non so con che maggioranza, che sia autorevole, snello, efficiente, abolendo l’idea che esistano persone predestinate ad una poltrona solo per meriti di partito. In una parola: coraggio.

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12 Responses to Crisi?

  1. Laura TS ha detto:

    leggo spesso il tuo blog anche se non commento
    non concordo con nulla
    i’m sorry

    sopratuttto penso (e pensavo allora) che governare era un dovere

    cmq
    anche se ammetto di non capire molto di questo momento
    penso che prodi abbia fatto bene a chiedere la fiducia

    1.un governo non cade in conferenza stampa o negli studi televisi di vespa
    2.se la madonna (io non sono credente ma prodi sì) riesce a trovare i voti che ci servono anche al senato… forse arriviamo al referendum e magari anche ce la facciamo a fare una legge elettorale migliore di questa schifezza

    ciao
    ciao
    laura

  2. Laura TS ha detto:

    piccola correzione…
    concordo sull’esortazione ad essere coraggiosi

    qualità rara nel nostro panorama politico

    una mancanza che ci ha condannati ad una riproposizione eterna dello stesso disco (anni 50 considerati i protagonisti)

  3. sandrozagatti ha detto:

    Cara Laura, ti ringrazio per l’intervento e per aver espresso apertamente il tuo dissenso. Peraltro hai ragione nel dire che le crisi politiche si discutono in parlamento e non in televisione.

    Capisco le ragioni di chi sostiene che è stata fatta la scelta giusta formando questo governo. La mia risposta è che i sondaggi danno alla destra un vantaggio enorme. A chi dice di non crederci rispondo che nessuno dava credito a quelli che per il 2006 davano le due coalizioni in pareggio.

    Dubito che si cambierà la legge elettorale. Molti vogliono la crisi e le elezioni per evitare il referendum, e in questo clima mettersi d’accordo per fare una riforma anche minimale la vedo dura.

  4. Laura TS ha detto:

    ah beh
    vincerà berluska
    non ho molti dubbi su questo
    almeno se si vota a breve

    così saremo tutti tanto contenti
    finalmente all’opposizione potremmo dire che è colpa di qualcun’altro
    …che desolante rassicurazione

    penso sia una battuta di groucho
    “perchè dovrei preoccuparmi dei posteri
    i posteri hanno fatto qualcosa per me?”

  5. Chris ha detto:

    Concordo pienamente con i punti 1 e 2 di Laura TS.
    Ho visto ieri sera la trasmissione Porta a porta condotta da vespa con il sig. Mastella, perchè quello che parlava non può essere un ministro, il cui compito sarebbe governare un paese.
    Ha anteposto interessi personali agli interessi di una nazione intera.
    Non ha pensato alle riforme di cui questo paese ha neccessità, non ha pensato che serve una nuova legge elettorale.
    Io ho visto un uomo, che non si capacita ricoprendo la carica di ministro di grazia e giustizia, di veder arrestata la moglie.
    Come se la sua ex posizione istituzionale avrebbe dovuto tutelare lui e la sua consorte dalla magistratura.
    Beh, in effetti fa sorridere l’arresto della moglie del ministro della giustizia!!

  6. sandrozagatti ha detto:

    Non ho capito il commento di Laura. Se vincerà berlusconi lo si deve, secondo me, agli errori che sono stati commessi. Evitandoli adesso saremmo (forse) in una situazione diversa.

  7. Laura TS ha detto:

    completamente daccordo con te sandro

    la mia è solo diperazione
    e la convinzione che qualcuno, a sinistra, stia festeggiando

  8. innovatorieuropeimassacarrara ha detto:

    Concordo con Sandro rispetto al fatto che all’inizio legislatura si doveva dare una Camera all’opposizione. Avessero dato il Senato, visto che il Presidente non vota sarebbero stati 2 voti in più di scarto per il centrosinistra!Tre sono quelli che verrebbero meno di Mastella.
    Ritengo comunque che per superare questo impasse, evitando di andare al voto che allo stato attuale è l’ultima cosa da fare (sul mio blog spiego il perché), l’unica soluzione sia Gianni Letta alla guida di un Governo delle riforme sostenuto almeno da FI e PD, che rimetta appunto a posto la cornice costituzionale e faccia alcune riforme economiche e sociali impopolari, oggi improcrastinabili, per poi tornare nuovamente alle urne, naturalmente ciascuno nel proprio ovile.

  9. maria ha detto:

    Ho raggiunto l’afasia, l’abulia e l’anoressia: a cosa serve dire quello che avrebbe dovuto fare il governo?.
    Il percorso (tutto) è stata una serie di inettitudini, errori e rischi da incoscienti, secondo la mia modesta opinione, con risultati irrilevanti politicamente e dannosissimi per la credibilità della sinistra.
    Sono d’accordo che il voto adesso sarebbe meglio evitarlo, ma non credo ci siano soluzioni suggeribili per riforme impopolari, anche se improcrastinabili.
    Da tempo, inoltre, la cornice istituzionale è discussa, senza che ci siano proposte…non si governa un paese con i giochi di prestigio

  10. sandrozagatti ha detto:

    Maria, sai di cosa mi accontenterei? Che qualcuno avesse il coraggio di dire: abbiamo sbagliato questo, questo e questo. Sarebbe già un passo avanti. Invece continuo a sentir magnificare i successi del governo. Che di cose buone ne ha fatte, ma affogate nella pochezza e nell’improvvisazione.

  11. Laura TS ha detto:

    “Maria, sai di cosa mi accontenterei? Che qualcuno avesse il coraggio di dire: abbiamo sbagliato questo, questo e questo. ”

    ovviamente sono daccordo ma con una paio di precisazioni

    se si commetttono errori molto gravi ci si dovrebbe dimettere e basta
    tutto qui
    fare grandi pentimenti pubblici (e magari reiterati) mi sembra inutile e soprattutto pericoloso

    perchè pericoloso?
    perchè alla classe dirigente non si chiede di essere semplicemnte amministratori
    si chiede anche di essere leader
    di guidare le proprie comunità

    sai come si dice
    il capo sa sempre cosa fare
    che lo sappia o no

    non c’è spazio per i tentennamenti e i grandi pentimenti per chi sceglie di essere leader

    semplicemente bisognerebbe essere anche capaci di farsi da parte quando è il momento
    cosa che non succede praticamente mai

  12. sandrozagatti ha detto:

    Piu’ che a Prodi, che si e’ dovuto barcamenare a fatica, mi riferivo agli altri. Oltre all’azione di governo esiste anche l’iniziativa parlamentare, e sinceramente alcune cose non possono essere taciute. Sulla giusitiza, per esempio. Dopo le polemiche ed i girotondi contro le “leggi vergogna” i partiti potevano prendere iniziative, senza che fosse il governo a farlo. Invece le obbrobriose riforme del falso in bilancio e della prescrizione (oltre ad altro come la Cirami) sono ancora in vigore. In compenso e’ stato votato l’indulto, che per uno schieramento che in campagna elettorale sventolava lo slogan della certezza della pena e’ un controsenso, a voler essere generosi. Forse andava inteso come certezza dell’abolizione delle pene. Dire che su questo si e’ sbagliato e magari tentare di rimediare (anche se ormai e’ tardi) pare brutto?

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