Cara democrazia.

gennaio 4, 2008

Chiedo scusa agli amici del blog cara democrazia se prendo a prestito per questo articolo il bel titolo del loro bel sito.

Il dibattito politico di inizio anno è animato dalle proposte sul modello di legge elettorale che il partito democratico intende sostenere. Enzo Bianco aveva proposto un modello cosiddetto tedesco con correzione spagnola (in realtà una versione aggiornata della formula Mattarella con innalzamento della quota proporzionale dal 25 al 50 per cento) che, per ammissione dello stesso proponente, era il frutto di una mediazione fra le parti (destra, sinistra, centristi d’ambo le parti, partiti grandi e piccoli) e non il tentativo di dare al paese una buona legge. Ora Franceschini spiazza tutti evocando (a quel che è dato comprendere) una sorta di presidenzialismo alla francese corretto all’italiana, nel quale il corpo elettorale elegge direttamente il primo ministro, che però non sarebbe Capo dello Stato. La reazione prevalente, ispirata da D’Alema, vuole che tale proposta sia strumentale, finalizzata cioè ad azzerare il dibattito politico sull’argomento per arrivare al referendum. Se così è, trova conferma l’ipotesi che l’idea di scrivere una buona legge elettorale non alberga nella mente dei nostri rappresentanti.

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