Bertone e il PD

Vassily Kandinsky

Vassily Kandinsky

La stampa odierna ci informa dell’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana dal Cardinal Bertone, segretario di Stato del Vaticano. Non avendo letto il testo dell’intervista ma soltanto i resoconti de La Repubblica e de Il Corriere della Sera, sarei tentato di astenermi da ogni commento e vorrei tanto credere che i giornalisti abbiano fatto confusione, ma so che non è così e non riesco a tacere.

Bertone parla come se fosse ormai universalmente assodato che la morale, il saper distinguere il bene dal male, è una prerogativa ideale del cristiano, se non addirittura del cattolico, e, raffrontando i politici attuali a Togliatti ed a Berlinguer (i quali, essendo morti, non possono difendersi) distribuisce patenti di moralità in ragione del grado di “rispetto” dei valori cattolici.

Insomma, a questo mondo si è buoni o cattivi in proporzione a quanto si aderisce alle prediche della Chiesa, come se l’esistenza di una morale laica fosse una assurdità. Ed infatti il cardinale ci informa di aver parlato con Veltroni di “valori non negoziabili” ispirati dal “diritto naturale”. Fatico ad esprimere quanta arrogante grossolanità leggo in simili parole. Considerato che il “diritto naturale” (un concetto primitivo che già gli antichi romani avevano superato), quand’anche invocabile, dovrebbe preesistere alla cristianità e quindi non si capisce perché mai la Chiesa dovrebbe esserne interprete privilegiata, c’è da domandarsi se fra i “valori non negoziabili” rientra anche l’attuale meccanismo di calcolo dell’otto per mille: una frode fiscale che obbliga tutti noi a finanziare uno Stato estero, una organizzazione confessionale internazionale ed una poderosa macchina di raccolta del consenso politico-elettorale. Davanti all’affermazione secondo la quale la Chiesa è una risorsa per la politica italiana, mi verrebbe da dire che a me sembra l’esatto contrario. Chi si autoinveste del primato universale della morale non dovrebbe per prima cosa invocare un meccanismo di finanziamento contributivo “giusto”? Ma figuriamoci.

Non vado oltre ad interrogarmi su cosa possa sortire dall’interazione di questi signori con i vertici del partito democratico per non rovinarmi i festeggiamenti di fine d’anno.

Scusate tanto, ma non se può più. Non del fatto che i vertici ecclesiastici facciano sentire la loro voce: sono il primo a dire che essi hanno il diritto di parlare e di esprimersi quanto vogliono, come è giusto che sia in un paese libero. Non se può più di sentire queste corbellerie, questa continua offesa ipocrita all’intelligenza, dietro la quale, peraltro, si celano (non solo, ma anche) meschini interessi di bottega.

Va detto però che ai nostri politici Bertone ha lasciato un barlume di speranza di autonomia, additando come esempio Sarkozy, che avrebbe riconosciuto la Chiesa come una risorsa per la Francia (dubito infatti che i contribuenti d’oltralpe siano soggetti all’otto per mille come noi). Ed infatti una certa preoccupazione comincia a serpeggiare fra le consorti dei nostri amati leader: da Linda Giuva a Barbara Palombelli, le mogli dei vertici del centrosinistra si scambiano testi sul diritto di famiglia ed i nomi dei migliori avvocati divorzisti. Per converso il sito paginebianche.it ha registrato dai computer di Montecitorio e dei vari ministeri un boom di contatti alla voce “Bruni, Carla”.

Una risposta a Bertone e il PD

  1. maria scrive:

    Tu pensa che l’imperatore Carlo V, quello sul cui Impero non tramontava mai il sole, teneva sul comodino da notte “il Principe” di Machiavelli, noto pensatore laico e sfigato: sperava di trovare suggerimenti su come utilizzare la religione e come tenere a bada le gerarchie cattoliche insieme ai prìncipi protestanti.
    Gli è andata molto male e ha dovuto gettare la spugna, concedendo tutto a tutti e assistendo all’affermazione del principio: “ognuno si faccia i ca..i suoi”, le varie chiese sostengano e riconoscano il potere dei vari prìncipi, i principi scelgano una fede da imporre al loro stato, non ci sono valori negoziabili: la perfezione dell’Ipocrisia.
    Quelli erano tempi di religione laica, interessata alle cose mondane!
    In nome di questo principio di identità territoriale e religiosa, i poveri contadini -che avevano bisogno di mangiare- sono stati trucidati e”infilzati”, come da suggerimento del buon monaco agostiniano Martin Luther.
    Adesso siamo meno sanguinari e Bertone è, a confronto, una mammoletta.

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