Il generale e il T.A.R.

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Il generale Roberto Speciale è un militare, ma il Tribunale Amministrativo Regionale ha stabilito che il Governo non poteva rimuoverlo, ed egli afferma di aver diritto ad essere reintegrato nel suo comando. A prescindere dalle ragioni delle parti, mi domando che paese è mai quello nel quale un governo non sa o non può sostituire un soldato.

Andiamo con la memoria all’ottobre-novembre del 1917 quando, per le gravi responsabilità dello Stato Maggiore ed in particolare del generale Luigi Cadorna, le divisioni austro-ungariche e tedesche sfondarono il fronte italiano sull’Isonzo, fra Tolmino e Caporetto. Di fronte alla rotta delle 41 divisioni italiane, l’otto novembre il re Vittorio Emanuele III sostituì Cadorna con il generale Armando Diaz, che organizzò la linea difensiva di contenimento sul Grappa e sul Piave, arrestando l’avanzata nemica che, altrimenti, avrebbe potuto dilagare in tutta la penisola.

Fortunatamente non esisteva ancora il TAR, perché altrimenti Cadorna avrebbe potuto ricorrere avverso la sua sostituzione e rientrare al comando. Forse adesso parleremmo tedesco.

4 risposte a Il generale e il T.A.R.

  1. walter scrive:

    con un ministro che vuol far tutto il possibile per insabbiare le malefatte dei suoi amici politici,questo è il minimo che gli poteva capitare..adesso DIMISIONI o è il solito politico italiano..’???

  2. sandrozagatti scrive:

    Da quello che si legge, i ministri che si sono occupati della cosa hanno fatto la figura degli incompetenti e dei pasticcioni (a voler essere generosi). Ma il generale Speciale ha dimostrato di meritarsi provvedimenti ben più severi di un banale pensionamento. E chi si è schierato avventatamente in sua difesa credo che si sia pentito di averlo fatto.

  3. Mario scrive:

    Caro Sandro,
    sul generale Speciale, su Padoa Schioppa e su Visco ho già detto la mia all’inizio della vicenda.
    A mio giudizio nella stori si sono sommate:
    a) mancanza di stile di Speciale, che dato il carattere fiduciario del suo icarico avrebbe fatto bene a presentare le dimissioni al momento dell’insediamento del nuovo governo ( e così avrebbe dovuto fare il consigliere rai Petroni)
    b) indebite pressioni di Visco per trasferimenti non di sua competenza
    c) cedimento di padoa schioppa a ragioni politiche non supportate da sufficiente motivazione tecnica
    d) incredibile superficialità degli uffici legali ministeriali
    e) curiosa ammissione di errori, ad esempio da parte della finocchiaro, che era magistrato se non sbaglio, DOPO lo svolgimento dei fatti
    f) prassi della giustizia amministrativa (ma è il caso di abolirla?) che notoriamente si poggia sulle procedure, per evitare confronti sul merito.

    Avrei piacere di avere un tuo indirizzo email per una comunicazione.

    Cari saluti

  4. sandrozagatti scrive:

    Caro Mario,
    grazie per la visita.

    Credo che le tue osservazioni siano corrette, anche se penso che il comportamento di Speciale sia stato esecrabile e quello del governo, inizialmente fin troppo morbido. Colpisce la superficialità degli uffici legali ministeriali.

    Sulla giustizia amministrativa concordo con te.

    Per comunicazioni private puoi scrivere a sentieriepensieri@libero.it

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