Podhum.

podhum

Una notte di alcuni anni fa, era il 2003, facendo zapping fra i canali televisivi, mi soffermai su una puntata del programma “L’altra storia” in onda su La7 e condotta dal Prof. Luzzatto. Il nucleo della trasmissione era il documentario “Fascist Legacy”, prodotto dalla BBC nel 1989 e trasmesso per la prima volta in Italia. Si tratta di una indagine sui crimini di guerra commessi dagli italiani nel corso degli anni 1940-1943, con particolare riferimento ai fatti avvenuti in Yugoslavia.

Non ero consapevole, al momento, di essere testimone di un piccolo caso mediatico-diplomatico, con riflessi sugli stessi palinsesti della rete televisiva. La trasmissione in Gran Bretagna di “Fascist Legacy” aveva provocato una protesta dell’ambasciata italiana a Londra e, dopo quella puntata, il conduttore de “L’altra storia” fu sostituito ed il programma cambiò decisamente connotazione.

Ospite in studio era l’ambasciatore Bruno Bottai, alto dirigente del Ministero degli Esteri e figlio di Giuseppe Bottai, fascista della prima ora, presidente dell’Inps, ministro dell’educazione fra il 1936 ed il 1943 e convinto sostenitore delle leggi razziali.

Seguendo il documentario della BBC ascoltai per la prima volta parole limpide sull’occupazione italiana della Slovenia, della Dalmazia e del Montenegro. Si squarciò il velo della mia ignoranza su quegli anni oscuri, sulle responsabilità del nostro esercito e delle autorità fasciste in quelle realtà. Ascoltai per la prima volta la ormai celebre frase del generale Robotti che, nel lamentare la scarsa efficacia repressiva delle operazioni militari dei suoi reparti, scrisse: “si ammazza troppo poco.” Seppi della circolare 3C del generale Roatta, che autorizzava le truppe italiane a violare la convenzione di Ginevra nelle rappresaglie contro la popolazione sospettata di fiancheggiare i partigiani. E seppi della frase indirizzata ai soldati della seconda armata di stanza in Dalmazia da Benito Mussolini, durante la sua unica visita in quell’area: “So che a casa vostra siete dei buoni padri di famiglia, ma qui voi non sarete mai abbastanza ladri, assassini e stupratori.”

Argomenti che ho poi ritrovato nella recente letteratura storica e che ora tutti possiamo conoscere con una certa esattezza.

Ma il documentario si soffermava anche su alcuni episodi criminali specifici. Fra questi l’eccidio di Podhum, un paesino a pochi chilometri da Fiume.Nel 1942 il maestro elementare italiano del villaggio, che si era distinto per il suo atteggiamento antislavo, fu ucciso.  Forse da parte di una banda di mjesni (partigiani non regolarmente inquadrati nell’esercito di Tito) o forse per mano degli stessi abitanti del villaggio, esasperati dalla ferocia che esercitava sugli allievi, rei solamenti di non essere italiani. Essendo andate a vuoto le ricerche degli autori del delitto, il prefetto di Fiume (Temistocle Testa) ordinò la rappresaglia. Un reparto del Regio Esercito raggiunse l’abitato di Podhum, rastrellò gli abitanti, saccheggiò ed incendiò le case. Quindi i maschi di età compresa fra i sedici e i sessant’anni (in tutto 91 persone) furono portati dietro un collinetta nei pressi del paese e fucilati. Gli altri abitanti vennero deportati.

A raccontare l’episodio ai giornalisti della BBC era un sopravvissuto, all’epoca bambino, e ancora residente nel paese ricostruito; nel farlo indicava ai reporter il monumento eretto a ricordo dell’episodio. Data l’ora tarda e la normale distrazione nel guardare la televisione ho ricordi confusi di quel che vedevo.

Ma nei giorni seguenti quel racconto continuò a tormentare la mia memoria. Era troppo simile a quelli che fin da bambino avevo sentito dai superstiti degli eccidi di Marzabotto e delle località vicine. Solo che in questo caso agli italiani toccava la parte dei carnefici.

Non è difficile trovare Podhum sull’atlante automobilistico, si trova sulla camionale che da Fiume punta verso l’interno della Croazia, in direzione di Zagabria, attraversando montagne e foreste abitate solo da animali selvatici.

E un giorno decisi di andarci. Riconobbi le immagini televisive del sacrario a ricordo dell’eccidio: una amplissima distesa erbosa racchiusa da un muro a secco sul quale, nella parte interna, sono appese piccole lapidi di marmo con l’incisione dei nomi dei caduti, raggruppati per famiglia. All’interno del perimetro gruppi di pilastri di cemento, un avvallamento circolare inghiaiato ed un alto obelisco, costituito da forme irregolari sovrapposte.

Passeggiando sul quel prato e ricordando la narrazione dell’eccidio udita dalla trasmissione televisiva, una sola domanda mi rimbalzava in testa. Cosa avranno pensato i soldati che avevano compiuto quel massacro? Cosa si saranno detti rientrando in caserma? Ne avranno parlato ai familiari, agli amici, una volta finita la guerra e tornati a casa? Sono passati sessantacinque anni. Non lo sapremo mai.

10 Responses to Podhum.

  1. Chris ha detto:

    Bellissimo questo blog!

  2. triestina fancazzista ha detto:

    sz, hai un’ammiratrice, pare, ma anche 2.

  3. sandrozagatti ha detto:

    E siccome non c’è due senza tre, aspetto la prossima.

  4. Potentilla ha detto:

    ..nonostante io sopporti poco arrivare dopo qualcun altro..mi aggiungo alla lista

    (e cmq si riconferma la legge secondo la quale i blog vengono scritti per rimorchiare:)) )

    Caro sandruz..un bacio

  5. maria ha detto:

    Mi era sfuggito.Faccio circolare

  6. brunone ha detto:

    confermo , siamo un gruppo di sportivi motociclisti , ci rechiamo spesso nell’autodromo che sta di fronte al monumento , pernottiamo a podhum da privati (forse parenti delle vittime).un giorno di qualche anno fà,la curiosità mi spinse a chiedere alla bella signora che ci ospitava il significato del monumento,ella con naturalezza mi raccontò la storia , il sangue mi si raggelò ,da quel giorno ogni volta che vado là provo una strana sensazione e mi guardo bene dall’assumere atteggiamenti nei confronti di quella gente

  7. sandro zagatti ha detto:

    Grazie Brunone.

  8. Danilo ha detto:

    bella questa testimonianza, anche io non ne sapevo nulla.
    se può interessare,a questo indirizzo si può trovare il servizio completo della BBC messo in onda da LA7:

    http://www.memoteca.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=620

  9. sandro zagatti ha detto:

    Grazie per il link.

  10. DARIO ha detto:

    confermo,che e vero sono un nativo di un paese vicino,e parecchie volte sento parlare di gente che e ancora viva DARIO FIUME

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