Processi brevi.

Novembre 11, 2009

Leggo che il “lodo Fini-Ghedini” sul processo breve prevederebbe dei limiti di tempo per la celebrazione dei diversi gradi di giudizio: tre anni per il processo di primo grado, due anni per quello di appello, uno per il giudizio di Cassazione. Rifletto: ma cosa è il processo di primo grado? Quella parte di procedimento che va dall’udienza preliminare (o dalla prima udienza di apertura del dibattimento) fino alla sentenza del Truibunale.  Analogamente il processo di appello è la parte di procedimento che va dalla prima udienza in corte di appello alla sentenza di secondo grado. Però va detta una cosa: il procedimento penale comincia con l’iscrizione del reato nell’apposito registro (registro delle notizie di reato) e prosegue con l’indagine preliminare, che può durare fino a due anni, salvo proroghe. Ma il processo di primo grado non inizia automaticamente al momento della chiusura dell’indagine preliminare, poichè gli atti vanno notificati alle parti provate (imputati e persone offese) e perchè  il Tribunale, avendo da smaltire enormi arretrati, mette in coda il fascicolo finchè non si trova un buco. In realtà fra la fine delle indagini e l’inizio del primo grado passano uno, due o anche tre anni. Lo stesso accade fra la fine del primo grado e l’inizio dell’appello e fra la sentenza d’appello e giudizio di cassazione. Quindi limitare la durata dei singoli “tranci” processuali non garantisce affatto la speditezza del procedimento complessivo. Insomma stiamo parlando di vaccate belle e buone. Vaccate, solo vaccate!

 


Ma quali sentieri? Ma quali pensieri?

Novembre 11, 2009

Da diversi giorni non scrivo sul blog. Ogni tanto ripeto a me stesso di commentare almeno le ultime novità in materia di giustizia. Ovvero le proposte di legge sul “processo breve” e sul ritorno all’immunità parlamentare. Ma cosa volete mai che scriva? Cosa volete mai che pensi? Come è già stato scritto da autorevoli commentatori, le proposte sono degli insulti al buone senso, prima ancora che delle vittime dei reati, soggetti della cui esistenza i nostri politici si sono improvvisamente accorti.

Non sto nemmeno a ripetermi: non ci sono nè sentieri nè pensieri da riferire. Solo insulti e bestemmie.  Ecco, forse dovrei aprire un nuovo blog “Insulti e Bestemmie” più idoneo alla temperie politica e culturale che stiamo vivendo.

A presto.