Legge 241/2006: indulto.

William_Hogarth_La_Prigione

 

Il più impopolare dei provvedimenti votati dal Parlamento in carica è stato la legge 241 del 31 luglio 2006: l’indulto. Ecco il testo.


Art. 1.

1. È concesso indulto, per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006, nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie sole o congiunte a pene detentive. Non si applicano le esclusioni di cui all’ultimo comma dell’articolo 151 del codice penale.

2. L’indulto non si applica: a) per i delitti previsti dai seguenti articoli del codice penale:

1) 270 (associazioni sovversive), primo comma;

2) 270-bis (associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico);

3) 270-quater (arruolamento con finaità di terrorismo anche internazionale);

4) 270-quinquies (addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale);

5) 280 (attentato per finalità terroristiche o di eversione);

6) 280-bis (atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi);

7) 285 (devastazione, saccheggio e strage);

8 ) 289-bis (sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione);

9) 306 (banda armata);

10) 416, sesto comma (associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di cui agli articoli 600, 601 e 602 del codice penale);

11) 416-bis (associazione di tipo mafioso);

12) 422 (strage);

13) 600 (riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitu);

14) 600-bis (prostituzione minorile);

15) 600-ter (pornografia minorile), anche nell’ipotesi prevista dall’articolo 600-quater.1 del codice penale;

16) 600-quater (detenzione di materiale pornografico), anche nell’ipotesi prevista dall’articolo 600-quater.1 del codice penale, sempre che il delitto sia aggravato ai sensi del secondo comma del medesimo articolo 600-quater;

17) 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile);

18) 601 (tratta di persone);

19) 602 (acquisto e alienazione di schiavi);

20) 609-bis (violenza sessuale);

21) 609-quater (atti sessuali con minorenne);

22) 609-quinquies (corruzione di minorenne);

23) 609-octies (violenza sessuale di gruppo);

24) 630 (sequestro di persona a scopo di estorsione), commi primo, secondo e terzo;

25) 644 (usura);

26) 648-bis (riciclaggio), limitatamente all’ipotesi che la sostituzione riguardi denaro, beni o altre utilità provenienti dal delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione o dai delitti concernenti la produzione o il traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope;

b) per i delitti riguardanti la produzione, il traffico e la detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, di cui all’articolo 73 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, aggravati ai sensi dell’articolo 80, comma 1, lettera a), e comma 2, del medesimo testo unico, nonchè per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all’articolo 74 del citato testo unico, in tutte le ipotesi previste dai commi 1, 4 e 5 del medesimo articolo 74;

c) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all’articolo 1 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, da1la legge 6 febbraio 1980, n. 15, e successive modificazioni;

d) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e successive modificazioni;

e) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all’articolo 3 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205». «3. Il beneficio dell’indulto è revocato di diritto se chi ne ha usufruito commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a due anni.

4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato».

La legge ha la firma del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è controfirmata dal Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ed ha il visto del Guardasigilli, Clemente Mastella.

* * *

Tale provvedimento è stato presentato all’opinione pubblica come indispensabile per affrontare l’emergenza del sovraffollamento delle carceri. Una spiegazione che non ha mai convinto, ed infatti recenti notizie di stampa riferiscono che, ad un anno di distanza dall’emanazione della legge, i suoi effetti sul numero dei detenuti è praticamente esaurito. Ma non è esaurito, e non si esaurirà per i prossimi anni, il suo effetto sui procedimenti penali in corso, continuando a premiare tutti gli imputati, indiscriminatamente.

Va sottolineato che, se si voleva semplicemente ridurre la popolazione dei detenuti, sarebbe stato sufficiente limitare gli effetti dell’indulto ai condannati in via definitiva. Per equità si sarebbe dovuto applicarlo a chi aveva già scontato almeno una parte della pena. L’effetto sulle carceri sarebbe stato il medesimo. Invece no. L’indulto si applica a tutti i reati (eccetto quelli esplicitamente indicati nella legge) commessi entro il 2 maggio 2006 e quindi alla stragrande maggioranza dei processi attualmente in corso, che si concluderanno nei prossimi anni.

Questo significa (è ovvio ma giova sempre ricordarlo) che tutti gli imputati attualmente sotto processo per reati di limitata gravità (con pena inferiore ai tre anni) sanno che, per male che vada loro, saranno condannati ad una pena simbolica. E anche chi ha commesso delitti più gravi sa di poter contare su un generosissimo sconto.

Ma vi è un altro aspetto che non mi sembra sia stato evidenziato. L’articolo 1 della legge estende l’indulto anche alle pene pecuniarie inferiori a diecimila euro. Ricordo che quando la pena detentiva risulta inferiore a sei mesi è possibile commutarla in pena pecuniaria al tasso di conversione di 38 euro per ogni giorno di reclusione. Prendiamo un reato (quasi) a caso: l’omicidio colposo, che di questi tempi va di moda perché ci si è accorti degli incidenti mortali sul lavoro. La pena base prevista per esso è di sei mesi di reclusione e quindi l’imputato, patteggiando la pena, può ridurre la pena a quattro mesi o anche meno, nel caso vengano riconosciute le attenuanti. Applicando la commutazione la pena si trasforma in una multa di € 4.560. Già così parrebbe un grosso regalo, ma la legge italiana è generosa, e l’indulto azzera anche la multa, cosicché l’imputato esce dal processo senza conseguenze, salvo la sentenza. Un pezzo di carta.

E l’elenco dei reati per cui l’esito è di questo tipo è assai vasto. L’appropriazione indebita e la truffa non aggravate, per esempio, sono punite con una pena base di 15 giorni di reclusione, riducibili a 10 con il patteggiamento. Quindi € 380 di multa, anche queste condonate dall’indulto. Analogo discorso vale per i reati di lesioni personali, di percosse, di ingiuria, di furto, di danneggiamento, di bancarotta semplice eccetera eccetera. A ciò va aggiunto che spesso alla pena detentiva si somma una pena pecuniaria, anch’essa azzerata. Quindi i processi che cadranno sotto la mannaia dell’indulto patrimoniale sono la maggioranza, e parliamo di milioni di procedimenti.

La cosa che non posso tacere è che questo governo fa del rigore fiscale una sua sacrosanta bandiera, in ché significa che i debiti con il fisco non solo non sono “indultati”, ma nemmeno condonati, condonabili o riducibili. Quindi, mentre il cittadino che subisce una multa per una violazione amministrativa o che ha subito un accertamento fiscale viene inseguito dallo Stato finché non paga tutto il debito, il reo che è stato generosamente condannato ad una multa per un fatto previsto dal codice penale, non paga neppure un centesimo. Con questo non voglio criticare la severità fiscale del governo, anzi, ben venga il rigore in tale materia. E’ l’indulto a risultare del tutto incongruo, anomalo, iniquo.

E’ forse il caso di ribadire un paio di cose. L’indulto non è stato un provvedimento a favore dei detenuti, per decongestionare le carceri, per assecondare le preci pontificie. E’ stato voluto per salvare dalla pena persone che con la politica erano ammanicate a dovere. In secondo luogo è evidente che l’indulto, nei suoi effetti patrimoniali, è il più gigantesco ed immorale dei condoni. Perché beneficia soggetti già esageratamente premiati dalla generosità del nostro sistema penale e responsabili di violazioni ben più gravi, insidiose ed antisociali di una contravvenzione al codice della strada o di una svista fiscale.

Non c’è nulla da fare. Il sistema giudiziario resta il buco nero del nostro ordinamento, della nostra politica, del nostro paese.

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13 risposte a Legge 241/2006: indulto.

  1. Paola scrive:

    L’indulto è stato un errore gravissimo. In Italia già non esiste la certezza della pena per chi compie un reato penale, mancava solo il bonus di tre anni!! Ma la cosa che ritengo più grave è che lo sconto di tre anni è valido anche per i reati commessi prima dell’indulto e che sono ancora in fase processuale. È assurdo fare un processo con la consapevolezza che l’imputato non scontera la pena.

  2. sandrozagatti scrive:

    Giustissimo. Fra l’altro con l’indulto il centrosinistra ha offerto il fianco alla propaganda della destra per tutta la legislatura ed anche per la prossima. Considerata la durata dei processi, beneficera’ dell’indulto anche chi verra’ condannato fra tre, quattro, cinque o piu’ anni. Quindi durante la campagna elettorale prossima ventura (anche se sara’ nel 2011) ci saranno sentenze falciate dal provvedimento che verranno sventolate a scopo propagandistico. La destra dira’ che la sinistra e’ il partito dei delinquenti, degli immigrati che spacciano, rapinano eccetera eccetera. Poco importa che l’indulto sia stato votato anche da forza italia. L’opinione pubblica lo associa a questo governo, e con una certa ragione, perche’ e’ la maggioranza che decide cosa si vota e cosa no.

    Sarebbe opportuno che i vertici del partito democratico, invece di reiterare goffe difese del provvedimento, facessero pubblica ammenda, ammettendo di aver commesso un grossissimo errore. Almeno per scongiurare lo spettro di un’altro indulto o addirittura di un’amnistia subito dopo le prossime elezioni.

  3. maria scrive:

    Hai visto la moglie di Mastella?: confinata a Ceppaloni.
    Certo che queste mogli sono ganze! Loro fanno gli affari, i mariti le coprono, tutti ci guadagnano, la mannaia sarà lieve e fuori asse (se mai ci sarà).
    I vertici del Partito Democratico saranno generosi, per non lasciare che qualcuno se ne vada sbattendo la porta.
    L’indulto è stato, secondo me, una mostruosa esibizione di debolezza del governo e un mostruoso ricatto da parte del Ministro in carica (che già aveva le sue immondizie da smaltire).
    Credi che dopo le prossime elezioni ci sarà davvero un’amnistia? Certo i presupposti ci sono…

  4. sandrozagatti scrive:

    Mah, non sono cosi’ dietrologico. Per me l’indulto e’ stato voluto dai suoi tanti padri in parlamento, e il governo si e’ felicemente adeguato. Se Forza Italia doveva accontentare i tanti suoi pluricondannati, a sinistra le cose non erano tante diverse. C’erano Consorte e Sacchetti (che tante, troppe cose sanno sui conti e sui debiti dei ds) ma anche gli amichetti sfasciavetrine di Caruso. Questi sedicenti “disobbedienti” che vanno in giro con la maglietta del Che ma quando ricevono un avviso di garanzia corrono sotto la gonna del deputato-amico per farsi votare l’indulto. I guerriglieri di mamma’.

    Ero e sono infastidito dall’ipocrisia di chi ci vuole ammannire che e’ un provvedimento per “alleviare le sofferenze dei carcerati”, come se avessimo tutti l’anella al naso e non sapessimo leggere il testo di una legge e capire che i detenuti sono una frazione infinitesimale dei beneficiari dell’indulto.

    Ancor piu’ malinconia mi mette la figura di Gherardo D’Ambrosio, candidato ed eletto nei ds come specchietto per le allodole (intese come gli elettori desiderosi di un governo rispettoso della legalita’ e della giustizia) e subito sbattuto in un angolo come un cencio sporco. A suo tempo scrisse parole durissime sul testo dell’indulto, rimanendo inascoltato. Adesso se ne sono perse le tracce.

    La lobby dell’amnistia c’era, ma e’ stata sopraffatta dall’indignazione dell’opinione pubblica.
    Non so se se ne fara’ una, certo questo indulto le somiglia molto. Fra la destra che ritaglia le leggi ad hoc per i suoi e la sinistra che condona tutti per salvare qualcuno non so cosa e’ peggio. Se provo a decidere mi perdo in un abisso di pensieri cupi ed impossibili, in un misto di sdegno e sconforto che annulla ogni tentativo di razionalizzazione.

    Sulle donne in politica prima o poi bisognera’ fare una riflessione seria, scevra dalla retorica sul maschilismo, sulla discriminazione millenaria e blablabla. Se il criterio delle quote riservate per sesso e’ finalizzato a sistemare le consorti/compagne dei potenti, direi proprio che non ci siamo. Fra l’altro questa cifra dei 50% sembra fatta apposta: ognuno piazza la moglie (o l’amante, scegline una sola, deciditi cazzo!) ed ecco fatta la rivoluzione epocale, ecco realizzata la Grande Emancipazione.

  5. Fulvio scrive:

    Non c’è soluzione…. sembra che la politica o, meglio, il potere sia corruttivo in sé.
    E se lo dici sei qualunquista !
    Per me un tentativo che varrebbe la pena sperimentare sarebbe quello di eliminare il professionismo dalla politica, vietando le rielezioni (un po’ alla Grillo, se vogliamo).
    No so se basterebbe, ma scoraggerebbe gli affaristi più incalliti.

  6. sandrozagatti scrive:

    Anche se si eliminano gli affaristi dal parlamento, ci saranno gli amici degli affaristi. E’ l’idea che la politica serva ai propri scopi personali, di famiglia, di categoria che va sconfitta. E la strada e’ lunga.

  7. Paola scrive:

    Sandro, mi spiace dirti che sei veramente un’ illuso, se speri che la politica cambi.
    La politica serve e servirà sempre per scopi personali, di famiglia ecc.
    Il potere politico ti apre strade infinite, ci sono interessi immensi dietro la politica, e questo non cambierà mai.
    Sia nella politica locale come nella politica nazionale, europea e mondiale.
    Essere un politico ti permette contatti con altre persone di potere, affaristi veri e propri che non fanno politica ma, la usano come mezzo per i loro interessi personali. Essere un politico ti offre possibilità che altrimenti non avresti modo di avere.

  8. sandrozagatti scrive:

    Beh, non ho detto che ci credo, non fatemi piu’ stupido di quello che sono. In politica non si possono fissare obiettivi, ma solo indicare tendenze. O ci abbandoniamo al pessimismo (della ragione) piu’ cupo oppure ci aggrappiamo alla speranza che si possa migliorare qualcosa. Ricordo la frase di un pensatore marxista dissidente che, pur nella disperazione per quello che era diventato il sogno comunista nell’europa dell’est scrisse (ottimisticamente) che “tuttavia la verita’ e’ in marcia”. Ben piu’ illuso di me. E’ vero che si ha l’impressione di dover scalare le montagne: chiniamo la testa e camminiamo.

  9. Fulvio scrive:

    Sono d’accordo con te. Dobbiamo indicare delle tendenze e, a mio parere, lo si può fare anche stimolando cambiamenti legislativi ed istituzionali che riportino l’idea di governo (in senso lato) e di politica a ciò che essi dovrebbero essere, ossia strumenti di democrazia e non di accaparramento di potere.
    Per fare questo, per dare questa idea, una “deprofessionalizzazione” (che brutta parola!) della politica sarebbe, per me, utile.

  10. sandrozagatti scrive:

    Si vero. Ma i modelli di legge elettorale che ci vogliono propinare (basati ancora sulla cooptazione) non fanno ben sperare.

  11. sconosciuta scrive:

    Consulta ammette tutti e tre i quesiti.
    La Corte Costituzionale dà il via libera al referendum.

  12. gino@live.it scrive:

    Se i parlamentari lo hanno votato si vede che era giusto farlo!

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